Italia
Funerali a Prato per una delle sette vittime nella fabbrica dormitorio
Alla presenza di pochi orientali e di pochissimi italiani (uno solo da privato cittadino), si sono svolti i funerali di Dong Wenqiu, uno dei sette operai morti bruciati nella fabbrica dormitorio, Teresa Moda, il 1 dicembre 2013. Le ceneri saranno inviate in Cina
PRATO. Pochi attimi di commozione e un rigido ed imposto silenzio hanno accompagnato l’ultimo saluto a Dong Wenqiu, uno dei sette operai morti bruciati nella fabbrica dormitorio Teresa Moda, il 1 dicembre del 2013.
A rappresentare le istituzioni pratesi, la vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi, e l’assessore all’integrazione del comune di Prato, Giorgio Silli.
La moglie di Dong Wenqiu ha chiesto a tutti i partecipanti al funerale di non rilasciare nè interviste, nè dichiarazioni ai numerosi giornalisti presenti. Il motivo? Lei è stata l’unica ad aver voluto far svolgere il funerale nonostante non ci siano ancora accordi per il risarcimento dei danni. Cosa che, sembra, stia spingendo i familiari delle altre sei vittime a temporeggiare sui funerali.
La salma di Dong Wenqiu verrà cremata venerdì 17 gennaio e le ceneri partiranno per il paese di origine la Cina martedì 21.
Uno dopo l’altro, gli orientali intervenuti al funerale nelle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza, hanno depositato un fiore bianco alla base della bara. Poi una fugace stretta di mano per le condoglianze alle sorelle e alla moglie di Dong e quindi l’accensione della sigaretta all’esterno per una boccata di fumo liberatorio. Gli attimi di commozione si sono registrati quando, forse i familiari più stretti, prima di depositare il loro fiore alla base della bara si sono anche inginocchiati e fatto l’inchino. Nella fila di coloro che hanno reso omaggio a Dong Wenqiu, un solo italiano (escluse le figure istituzionali) "mosso da pietà cristiana" ha partecipato al rito buddista.
Nessuno ha voluto parlare, neppure una commossa Ambra Giorgi che ha preferito allontanarsi con gli occhi lucidi di sincera commozione.
Il funerale è stato ripreso anche da una televisione svizzero-tedesca, presente in città per un servizio sulla realtà economica orientale dalla quale gli svizzeri sembra che abbiano contatti che, tradotti in cifre - secondo il giornalista svizzero - ammonterebbe a circa quattordici milioni all’anno.
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