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Museo Pecci, anche Vittorio Sgarbi in lizza
Prato, il critico presenta a sorpresa la propria candidatura a direttore del centro d’arte contemporanea. I nomi di tutti gli altri candidati
PRATO. Vittorio Sgarbi direttore del nuovo Centro Pecci? Per ora di sicuro c’è solo la presentazione della sua domanda di partecipazione all’apposito bando internazionale, arrivata al museo insieme ad altre 37.
Una sorpresa, visto che Sgarbi aveva sempre negato qualsiasi interesse per il Pecci. L’elenco dei partecipanti doveva restare “segreto”, ma come prevedibile sono trapelate le prime indiscrezioni e allora ecco un primo gruppetto di aspiranti direttori, mentre è in corso una verifica tecnica sui requisiti,con tanto di curriculum, al massimo 10 cartelle, su un programma «artistico, manageriale ed organizzativo».
Tanta roba anche per un critico navigato come Sgarbi, così come per le donne aspiranti direttori, ci sono la fiorentina Arabella Natalini, già curatrice di “Tuscia electa” e di Extre, ma anche la pratese Silvia Lucchesi, patron de “Lo schermo dell’arte”. Fra i possibili direttori, Raffaele Gavarro, Ludovico Pratesi, Alberto Salvadori e Fabio Cavallucci, ma non i pratesi Sergio Risaliti e Lorenzo Giusti, ora direttore del Man di Nuoro, così come non ha presentato la domanda Marco Bazzini, l’ultimo direttore del Centro Pecci.
Insieme ai candidati è trapelata anche la composizione della commissione di 3 membri, uno ciascuno per Regione, Comune e Cda, incaricata di valutare le candidature e trasmettere i nominativi dei candidati ritenuti ammissibili, ma soprattutto consegnare «la propria valutazione», in pratica stilare un giudizio tecnico e quindi una graduatoria, al cda del museo, che dovrà decidere chi sarà il nuovo direttore.
La Regione ha indicato il professor Pierluigi Sacco, di cui è impossibile stilare il curriculum, tanto è lungo e prestigioso, limitandoci a docente di Economia della cultura allo Iuav di Venezia, mentre l’amministrazione comunale ha indicato la dottoressa Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei, con la Galleria d’arte moderna, Castello di Rivoli, Museo Arte orientale, Artissima, etc, per chiudere con l’indicazione del cda, su Fabio Gori, figlio di Giuliano, il più importante collezionista italiano d’arte ambientale e uno dei primi nel mondo.
Riguardo alla procedura di messa in mobilità per 9 dipendenti, messa in atto dal cda del Pecci, si è esaurita nei giorni scorsi con un “mancato accordo” la prima fase di confronto fra la dirigenza del museo e le rappresentanze sindacali, che chiedevano il ritiro dei licenziamenti, Ora l’ultimo tentativo, in Provincia, entro i prossimi 15 giorni, mentre si attende la pubblicazione del bando di gara per l’adozione di sinergie di scala per alcuni servizi da esternalizzare, biglietteria, guardiania, didattica, comunicazione, per il sistema museale pratese, ovvero Centro Pecci, Museo Civico, Musei diocesani, Museo del tessuto, a cui si aveva fatto cenno il presidente nonché sindaco Roberto Cenni, per una possibile ricollocazione dei 9 licenziati.
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