Il presidio
L’accusa del Wwf: «Il taglio degli alberi provoca le frane»
Il coordinatore delle guardie punta il dito contro i Comuni La difesa: «Noi seguiamo solo le indicazioni di legge»
VAIANO. Il coordinatore delle guardie del Wwf Franco Galeotti accusa i comuni valbisentini e la Provincia di perseguire una politica scellerata per quanto riguarda il taglio degli alberi, contribuendo di fatto al verificarsi di frane. «E’ da criminali devastare il patrimonio boschivo naturale della Val di Bisenzio così come viene fatto attualmente. Anche i tre comuni valligiani hanno le loro colpe: con le loro delibere hanno consentito, anzi addirittura obbligato, a tagliare tutti gli alberi ai lati della locale rete stradale nel raggio di 6 metri sia a monte che a valle. Risultato prevedibile: un aumento delle frane e caduta massi sulle stesse strade».Marco Ciani presidente dell' Unione dei Comuni ente responsabile della politica di disboscamento risponde che «non abbiamo nulla da commentare se qualcuno pensa che siano state fatte delle irregolarità si rivolga all' ente preposto». Paolo Gelli vice sindaco di Cantagallo si appella alla legge e al buon senso. «Abbiamo rispettato quanto previsto dalla normativa, dobbiamo anche garantire la sicurezza delle persone che transitano lungo la strada. Inoltre se le piante sono troppo grandi in giornate di forte vento tendono a sradicarsi e quindi a portare a valle una grossa quantità di terreno». Anche Franco Querci responsabile settore manutenzione del comune di Vernio rimanda al mittente le accuse: «Il taglio della vegetazione lungo i margini delle strade pubbliche, è un fatto che dipende dal Codice della strada, ed è connesso alla trasitabilità in sicurezza della viabilità pubblica. Il taglio delle alberature lungo le fasce laterali delle strade pubbliche viene effettuato con una "ratio" ma nel rispetto dei codici ambientali. I filari, le piante monumentali, così come le specie più rare, sono sempre tutelate». A corredo della tesi Querci si appella anche alla classificazione di Varnes, secondo la quale le frane con "scivolamento rotazionale" a Vernio avvengono quasi sempre fra i 30 ed 50 metri, quindi al disopra dei fatidici sei metri richiamati da Galeotti. «In tutti i casi sino ad oggi censiti dal Comune - conclude Querci - le frane si erano verificate sempre in aree dove ancora non si erano effettuati tagli».
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