Prato, Carlesi accusa il sindaco Roberto Cenni di aver distrutto l’immagine della città
Il capogruppo del Pd in consiglio comunale demolisce i 4 e anni mezzo della giunta di centrodestra: dalle opere pubbliche alla sicurezza, dall’urbanistica ai fondi per le famiglie
PRATO. «Cenni ha distrutto l'immagine della città e per ricostruirla non basta una mostra a Palazzo Pretorio». Il 2014 viene aperto all'insegna dell'attacco frontale da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico, guidato da Massimo Carlesi. Per loro non è solo il tempo di stilare il bilancio dell'attività di incalzo, fra ordini del giorno, mozioni e interrogazioni, svolta come opposizione nell'ultimo anno. Si tratta di tracciare un giudizio complessivo sui 4 anni e mezzo di mandato della prima giunta di centrodestra della storia cittadina.
Il responso è totalmente negativo. A salvarsi, per l'appunto è solo la riapertura di Palazzo Pretorio col successo della mostra Officina Pratese. Con una potente subordinata, ad ogni modo, col quale il Pd sconfessa il merito dell'amministrazione Cenni: «I lavori per la ristrutturazione e per il consolidamento sono partiti nel 1999 e la scorsa giunta ha stanziato buona parte delle risorse. Non è stata una scelta di questo sindaco”. Piuttosto, l'accusa principale mossa dal capogruppo è di non aver neanche iniziato un'opera pubblica che non fosse già stata ideata nella passata gestione del centrosinistra del governo cittadino. «Si era proposto di sollevare Prato dal declino, invece l'ha portata al minimo storico».
Sintomatico dell'effetto negativo delle politiche del centrodestra, sarebbe per Carlesi il recente strascico di controcanto fra l'assessore alla sicurezza, Aldo Milone e il sindaco sulla questione cinese e sulle case da costruire vicino ai capannoni: «Nel 2013 abbiamo visto questo fallimento tragico. Hanno pensato ai blitz e non a perseguire gli aguzzini, come avevamo chiesto con la nostra proposta di legge, togliendo il permesso di soggiorno a chi sfrutta la manodopera irregolare».
Quella dei democratici è la polemica sia con le “azioni spettacolari” di interventi del gruppo interforze nei capannoni che contro il rinnovato attivismo dell'assessore alla sicurezza sui nuovi fronti di illegalità: «Milone lancia allarmi sulle bombole del gas negli appartamenti a destra e a manca e glissa sulle soluzioni da approntare. E pensare che all'inizio del mandato si era attribuito quasi un ruolo di coordinatore delle politiche della sicurezza, anche a nome della prefettura».
L'altro terreno infuocato è l'urbanistica. La fresca notizia del ricorso al Tar della Provincia contro il piano strutturale fornisce l'estro a Carlesi per infliggere il colpo al sindaco: “Nel suo programma aveva promesso di dare uno stop alla nuova cementificazione, invece, nel nuovo piano è previsto 1 milione di mq di nuova edificazione e con l'intenzione ulteriore di usare terreno vergine, vincolato dalla Regione, a beneficio degli amici degli amici del sindaco. Tutto questo, mentre, sul Macrolotto Zero non è stato fatto nulla. Lì la situazione è peggiorata, consentendo il frazionamento dei capannoni e che le fabbriche diventassero sempre più fatiscenti».
Ultima grande stoccata sulle politiche sociali: «Cenni aveva indicato nel suo programma di volerlo cambiare. Invece, è rimasta la stessa struttura ma con dei tagli di finanziamenti su ogni capitolo». «Ha pensato bene di destinare 500 mila euro al Monumento al Vento, altri 200 mila al festival del pane. Poteva dedicare queste risorse alle famiglie che sono costrette a tenere i bambini a casa, perché non riescono a pagare le rette degli asili nido».
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