Bimbo conteso tra Italia e Ungheria. La madre: «Me l’hanno rapito»
Diametralmente opposta la versione del padre, che vive a Prato: «Il Tribunale non ha deciso sull’affidamento, ho gli stessi diritti che ha lei di stare con nostro figlio»
PRATO. C’è un bambino di due anni e otto mesi al centro di un braccio di ferro tra il padre e la madre che ne rivendicano l’affidamento. La madre, una giovane donna ungherese, lo scorso 22 dicembre ha presentato una denuncia alla polizia di Eger, una città del nord dell’Ungheria, sostenendo che il suo ex compagno, dal quale ha avuto il figlio, ha rapito il bambino e lo ha portato in Italia senza autorizzazione, prendendo anche la macchina di lei.
Diametralmente opposta la versione del padre, che fino all’anno scorso abitava a Quarrata insieme alla compagna e ora vive a Prato, dipendente di un’azienda che opera nel settore della ristorazione (abbiamo deciso di omettere i nomi per tutelare il bambino). Secondo l’uomo, che è assistito dall’avvocato Barbara Londi, non c’è stato alcun rapimento. «Sono andato in Ungheria per passare le vacanze accanto a mio figlio - spiega al telefono - Eravamo d’accordo di tornare tutti insieme in Italia, c’era anche la mia nuova compagna, ma poi la madre non ha voluto e io mi sono stufato».
E così il padre pratese avrebbe preso l’auto della sua ex compagna e con questa è tornato in Italia col bambino. «Ma non è stata una fuga - aggiunge - Sembrava tutto a posto. Del resto finché non viene presa una decisione sull’affidamento ho gli stessi diritti che ha lei di stare con nostro figlio».
In realtà la madre del bambino ha sporto subito denuncia alla polizia e ora vuole avere indietro il piccolo. Il padre ha già ricevuto una visita dei carabinieri e successivamente una della polizia. «Se lo avessi veramente rapito - sostiene - adesso non sarebbe con me».
Non è la prima volta che la donna ungherese accusa l’ex compagno denunciando la sottrazione del figlio. Lo ha fatto anche l’anno scorso e ora sostiene che ci sarà un’udienza il prossimo 22 gennaio. Il fascicolo sul figlio della coppia è all’esame del Tribunale dei minori che ancora non ha deciso sull’affidamento (in genere tocca alla madre). «Non hanno deciso anche perché dovevano ascoltare la mia ex compagna - dice il padre - ma il 19 marzo dell’anno scorso lei è tornata in Ungheria portandosi dietro nostro figlio. Ecco perché. Poi c’è stato un tira e molla e alla fine io mi sono stufato».
Il Tribunale deciderà nell’esclusivo interesse del minore, che però rischia di fare le spese del litigio tra i genitori.
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