Il pasticciaccio dell’articolo 133 della Costituzione
PRATO. E se la Valdibisenzio e i Comuni medicei scegliessero di passare sotto Firenze? Lamberto Gestri lo presenta come un caso di scuola, ma è una delle novità più significative della riforma Delrio,...
PRATO. E se la Valdibisenzio e i Comuni medicei scegliessero di passare sotto Firenze? Lamberto Gestri lo presenta come un caso di scuola, ma è una delle novità più significative della riforma Delrio, che dando il “la” al percorso di abolizione delle Province, sblocca la nascita delle città metropolitane.
«Potremmo trovarci accerchiati» è la previsione apocalittica del presidente in carica. Il dato fondamentale è l'articolo 133 della Costituzione, che prevede la possibilità per i Comuni di potersi aggregare ad una città metropolitana con un voto autonomo.
«Teoricamente potrebbe bastare anche solo una delibera approvata dal consiglio comunale». Prato si troverebbe, a quel punto, sola a gestire il rapporto politico con un sindaco di Firenze ingigantito, elevato al ruolo di presidente di una città metropolitana? Questo dubbio arrovella Gestri e lo spinge ancor di più a sostenere la causa della dichiarazione di incostituzionalità del provvedimento voluto dal ministro per gli affari regionali. «Sono stati già ravvisati sei motivi di contrasto con la Costituzione. È un pasticcio sulla falsariga del decreto Monti che è stato bocciato dalla Corte Costituzionale». La strada maestra, quindi, è quella del ricorso magari sollevato proprio da una Regione in sede di conflitto d'attribuzione dei poteri. Per quanto, stavolta, non ci sia un pericolo vero e proprio per l'autonomia locale. Gli uffici provinciali sono confermati in toto: prefettura, comandi delle forze dell'ordine, questura. (c.p)
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