Il Tirreno

Prato

Gli amici suonano al funerale del chitarrista morto a trent’anni

di Alessandra Agrati
Gli amici suonano al funerale del chitarrista morto a trent’anni

Prato, grande commozione nella chiesa di San Bartolomeo per l’addio a Davide Lufrano, stroncato dalla leucemia. La sorella invita a donare il midollo

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PRATO. Musica sacra e profana per dare l'ultimo saluto a Davide Lufrano, il chitarrista morto a trent'anni per una leucemia fulminante. La chiesa di San Bartolomeo strapiena di ragazzi qualcuno con il fazzolettone degli scout al collo, altri con gli occhiali scuri per nascondere occhi arrossati dal pianto. Violini, chitarra, percussioni, le note del Gloria e del Padre nostro che si uniscono a quelle di Freedom e Belive.

«Ci sono cose che non si vorrebbero mai fare: seppellire un figlio o celebrare il funerale del proprio nipote. Abbiamo pregato per la tua guarigione, poi perché tu avessi la forza di sopportare le atroci sofferenze che la malattia ti ha imposto. Non è avvenuto il miracolo che speravamo, ma un altro si è compiuto: dopo la tua morte non saremo più gli stessi. Anche questa volta ci hai fregato, sei sempre stato il migliore». Don Marco Natali, parroco di San Bartolomeo ma soprattutto "zio" di Davide ha voluto ricordare così, durante l'omelia quel nipote acquisito, in quanto figlio del fratello della sua perpetua e quindi assiduo frequentatore della canonica.

Nel video gli amici di Davide suonano al funerale.

Seduto accanto alla bara, rigorosamente appoggiata per terra, don Marco ha ripercorso i momenti della carriera di Davide: «Per te la musica non era un lavoro, ma una missione, la tua fede ha dato forma alle tue composizioni. Quando sei morto abbiamo pregato insieme alla zia con il Magnificat ma ora continueremo a piangere la tua morte».

Una morte che avvenuta a un mese dal trapianto del midollo ottenuto da un donatore tedesco. «Non è servito a salvarti la vita - ha detto la sorella - ma a darti la forza di non perdere la speranza, fino alla fine. Per questo chiedo a tutti voi per lo meno a quelli sotto i 35 anni e siamo in tanti, di iniziare a pensare di donare il midollo. Per dare speranza ad altri malati». Invece le offerte raccolte sono state devolute all'ospedale S. Orsola di Bologna dove Davide era in cura. La leucemia si era manifestata a 19 anni, ma la chemio sembrava aver bloccato il tumore, invece a maggio scorso la situazione è precipitata e per sette mesi Davide ha dovuto rimanere a Bologna per tentare l'impossibile.

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