Il Tirreno

Prato

Pranzo di Natale, pochi posti vuoti alla Mensa dei poveri

Ilenia Reali
Pranzo di Natale, pochi posti vuoti alla Mensa dei poveri

Alessandro, 54 anni, è tra i primi a arrivare. «Facevo il filatore. Sette anni fa mi hanno licenziato e non ho più trovato lavoro»

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PRATO. C’è un luogo dove il giorno di Natale non vorresti trovare nessuno. E’ la mensa per i poveri “La Pira”. E invece anche quest’anno non mancano coloro che hanno bisogno di un piatto caldo e non trovano niente di meglio neppure il giorno di Natale. Ci sono meno persone del solito (una settantina anziché le consuete 200) ma solo perché, garantiscono i volontari, non ci sono gli autobus e quindi chi arriva dalla periferia non ha trovato il modo di arrivare in centro.

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(I  volontari di turno il giorno di Natale alla Mensa dei poveri)

Alessandro Tatano, ha 54 anni, è nato a Prato da genitori originari della Sicilia. E’ separato dalla moglie da tantissimi anni e vive nella casa che ha ereditato dai genitori. Da un anno, feste di Natale comprese, è arrivato alla mensa. «Facevo il filatore - racconta - e 7 anni fa fui licenziato dall’azienda dove lavoravo, ora chiusa. I primi tempi mi sono adattato. Poi non mi è rimasto nulla. Se non venissi qui non saprei come fare».

La prima volta non si dimentica. «Mi vergognavo moltissimo. Non alzavo lo sguardo. Mi sembrava di venire a rubare. Poi ci si abitua a tutto. Anche a farsi intervistare».

Chissà raccontare la propria storia può servire. Speriamo.

«Adesso mi sono fatto anche degli amici qui. Per le feste speravo che qualcuno mi invitasse a pranzo. Non è successo ed eccomi qui: è triste ma si sopravvive».

Dieci anni fa Alessandro era un uomo con una vita come tanti. «Mi ero già separato e non c’era il concetto di Natale con la famiglia ma avevo un lavoro, una casa dove stare e i soldi per fare la spesa e per andare a ballare. Nelle sale mi chiamavano lo “squalo” perché riuscivo a ballare proprio con tutte. Ormai anche fare un ballo è diventato un ricordo».

Tatano non ha dubbi. «Se qualcuno mi offrisse un lavoro andrei anche sulla Luna. Ormai, non ci spero quasi più»

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