Nessun legame fra i fumi e le macchie, l'Asl annuncia azioni legali
Non ci sono legami tra le macchie rosse apparse sulla pelle di di due persone residenti in via Ciulli e i fumi che la scorsa settimana uscivano dal tetto del nuovo ospedale. A sostenerlo è l’Asl che annuncia azioni legali per procurato allarme
PRATO. Non ci sono legami tra le macchie rosse apparse sulla pelle di di due persone residenti in via Ciulli e i fumi che la scorsa settimana uscivano dal tetto del nuovo ospedale. A sostenerlo è l’azienda sanitaria locale che in una conferenza stampa straordinaria ha spiegato qual è la situazione. «A noi risulta - hanno spiegato il direttore generale dell’Asl Edoardo Majno e il direttore di igiene e sanità pubblica Luigi Ricci - che le malattie diagnosticate, non sono correlate ai fumi. Per motivi di privacy non possiamo dire di cosa si tratta ma i legami non ci sono».
In base agli accertamenti effettuati sui fumi l’Asl, per voce di Riccardo Cervellati, coordinatore dei servizi tecnici della Gesat, l’azienda che gestisce l’immobile, ha fatto sapere che per il 75-80 per cento di stratta di vapore acqueo oltre a sostanze legate alla combustione. Niente però che possa creare problemi nella cittadinanza».
«I fumi - hanno spiegato i dirigenti dell’Asl - erano così visibili per una serie di condizioni atmosferiche come la bassa pressione e l’assenza di vento che hanno creato del ristagno. Eventualmente potremo vedere se sarà possibile evitare quest’effetto ma che è soltanto visivo».
Una conferenza stampa dove è emersa chiara la rabbia dei vertici Asl per l’allarme che la notizia ha creato oltre ai disagi nella struttura.
«Non si può tollerare che si facciano vedere delle macchie di un tipo di patologia e si leghino al vapore. Tantomeno che si metta in dubbio la professionalità dei nostri medici specialisti. Per questo ci riserviamo di tutelare l’immagine dell’azienda e del nuovo ospedale avviando iniziative legali nei confronti di chi mette in giro notizie che non trovano alcun fondamento». (i.r.)
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