Il presidio
Il procuratore conferma: «Ho parlato di vecchie inchieste, non di rifiuti tossici»
Franco Roberti (nella foto), procuratore nazionale antimafia, tenta di tenersi a distanza dalle polemiche sollevate dalle sue dichiarazioni riportate dall’Associated Press e, raggiunto al telefono,...
Franco Roberti (nella foto), procuratore nazionale antimafia, tenta di tenersi a distanza dalle polemiche sollevate dalle sue dichiarazioni riportate dall’Associated Press e, raggiunto al telefono, si limita a confermare quanto spiegato al Tirreno venerdì sera e cioè che le dichiarazioni «non si riferiscono all’attualità, ma a un procedimento penale, già definito dalla Procura di Firenze, che vede coimputati, per traffico organizzato di rifiuti della lavorazione tessile, produttori pratesi e smaltitori ritenuti espressione del clan camorristico Iacomino-Birra di Ercolano». Nessuna dichiarazione ufficiale, dunque, come invece hanno chiesto i deputati Pd Biffoni e Giacomelli. Solo la conferma che non si sta parlando di rifiuti tossici, ma di vecchie inchieste sullo smaltimento illecito di scarti tessili e indumenti usati non igienizzati: «Ho voluto soltanto ricordare il pericolo delle infiltrazioni camorristiche in Toscana».
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