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Prato

Incubo Inps, il Natale al verde dei cassintegrati in deroga

di Ilenia Reali
Incubo Inps, il Natale al verde dei cassintegrati in deroga

I soldi sono stati erogati per pagare le mansilità di aprile, maggio e giugno. Ma gli uffici non riescono a sbrigare tutte le pratiche così i pagamenti diventano una roulette

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PRATO. Sarà un Natale povero per molti cassintegrati pratesi. Il finanziamento per la cassa integrazione in deroga è arrivato dai primi di novembre ma per molti di coloro che devono riscuotere le mensilità di aprile, maggio e giugno non è ancora arrivato il pagamento. Gli assegni stanno arrivando proprio in questi giorni ma non per tutti. L’Inps, in base alle spiegazioni date allo sportello a chi si rivolge per sollecitare non riuscirebbe a smaltire le pratiche prima delle feste. Solo per Prato si tratta di alcune centinaia.

Chi usufruisce della cassa integrazione in deroga non riceve un assegno da marzo o da aprile quando sono stati pagati i mesi precedenti. Il fondo per erogare la cassa integrazione in deroga dopo i primi mesi dell’anno non era stato rifinanziato e quindi non c’erano più i soldi per pagare. Poi è arrivata una tranche che in Toscana (33 milioni di euro) arriva a coprire fino alla mensilità di giugno. Ecco quindi che la Regione ha inviato le pratiche a copertura degli assegni fino a quella data fin dal 7 novembre, data in cui c’era certezza dello stanziamento. L’Inps ha un mese per pagare ma in molti casi la scadenza è stata superata. Si tratta di una manciata di giorni, mai più di 10, ma lo spartiacque è: trascorrere il Natale con qualche centinaia di euro in tasca oppure senza niente.

Ai lavoratori della rifinizione Fintes ieri non erano arrivati gli accrediti sui conti correnti. «A me - riferisce uno dei dipendenti in cassaintegrazione in deroga - è arrivato un messaggio dall’Inps l’11 dicembre. Mi si diceva che l’accredito sarebbe arrivato entro 8 giorni oppure entro 16 se si era scelta la modalità senza conto corrente. Mi risulta che non sia arrivato niente nè a me nè ad altri colleghi».

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Ieri pomeriggio l’ex dipendente di una filatura ormai chiusa aspettava di ricevere le tre mensilità. Aveva avuto rassicurazioni che entro l’8 dicembre avrebbe avuto i soldi, sempre con il servizio di messaggeria dell’Inps. Poi nel tardo pomeriggio collegandosi con il sito ha avuto la bella notizia: la cifra era stata erogata con valuta 18 dicembre. Nelle ultime due settimane aveva inviato più solleciti. «Abbiamo aspettato per mesi perché non c’erano i soldi - ha commentato - e adesso dobbiamo aspettare oltre un mese perché l’Inps non riesce a smaltire le pratiche. Così non va, non è una cosa da Paese civile».

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Una situazione drammatica che ha fatto prendere una posizione dura anche alle Regioni dopo il decreto del governo sui nuovi criteri per gli ammortizzatori sociali in deroga. «Se il governo non accoglierà la richiesta di certezze sull'integrale copertura finanziaria e la modifica delle novità procedurali previste - fanno sapere le Regioni - rimetteremo al governo le funzioni fino ad oggi esercitate, vale a dire la gestione, per conto dello Stato, delle autorizzazioni per Cassa integrazione e mobilità in deroga». Il parere delle Regioni, presentato dall'assessore toscano al lavoro Gianfranco Simoncini, coordinatore delle Regioni per il settore, è stato approvatonella riunione della Conferenza delle Regioni e consegnato al governo nel corso della seduta della Conferenza Stato-Regioni . L'assessore Simoncini tra le varie cose ha sottolineato come la situazione attuale sia pesantissima, una situazione che le Regioni nel parere definiscono di «grave tensione sociale», con rischi per «l'ordine pubblico».

«Migliaia di lavoratori non riceveranno le indennità loro dovute - spiega - perchè gli stanziamenti messi a disposizione dal governo per il 2013 non sono sufficienti a soddisfare le richieste pervenute. Ma la prospettiva è ancora peggiore per il futuro. Di fatto si ridurranno le tutele, colpendo i soggetti più deboli del mercato del lavoro».

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