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Iniziato il presidio permanente dei Forconi in piazza Mercatale
Prato, poca gente all’iniziativa. Uno dei promotori spiega: «Non ci interessa se chi viene a manifestare con noi porta la maglia di Che Guevara o di Mussolilni»
PRATO. Un gazebo con gli organizzatori ad alternarsi al banchino durante tutta la giornata, tricolori ai quattro lati e un volantinaggio per sensibilizzare la popolazione pratese sulla protesta del movimento dei Forconi contro il governo e contro le politiche monetarie europee, additate come le principali responsabili del declino economico. È partita in sordina, ai margini dei giardini di piazza Mercatale, il presidio permanente – autorizzato da Sori per un mese di fila – che si pone l'obiettivo ambizioso di richiamare l'attenzione della popolazione sui lamentati effetti nefasti dell'euro, della globalizzazione e per la riappropriazione della sovranità monetaria.
Temi estremi, antisistema ma non per questo associabili, almeno nelle intenzioni ufficiali degli organizzatori, a forze politiche estremiste. “Non accettiamo etichette o strumentalizzazioni politiche – mette in chiaro Enrico Mencantelli, che di lavoro fa il rappresentante per alcune ditte tessili – A noi non importa nulla se chi viene a manifestare insieme a noi abbia con sé la maglia inneggiante a Mussolini o a Che Guevara”.
Una coda polemica rispetto alla prima uscita dei forconi pratesi, quando venerdì scorso, 13 dicembre, a prendere la parola al megafono durante il corteo fu Renato Montagnolo leader di Casa Pound e il collegamento fra forconi e destra radicale fu abbastanza naturale. “Chi interviene lo fa come libero cittadino. D'altronde, il nostro obiettivo è di non escludere nessuno. Così, se si presentasse da uno un esponente dei centri sociali avrebbe ugualmente la possibilità di esprimersi”. Il banco di prova, comunque, è rimandato. Le pulsioni di contestazioni all'euro, al governo e alle politiche comunitarie – per ora – si mantengono nel perimetro del gazebo e della distribuzione dei volantini. Per vedere nuovi cortei sfilare per la città o bloccare simbolicamente il traffico per alcuni minuti bisognerà attendere qualche giorno.
“Sarà, ad ogni modo, qualcosa di concordato sia con la polizia municipale che con la Questura” vogliono ben specificare i forconi pratesi. Il segnale pacifico e strettamente radicato all'attività sul territorio cittadino, in realtà, ha anche un riverbero nazionale. In effetti, portando la protesta a oltranza a Prato i forconi cittadini escludono la partecipazione alla manifestazione a Roma in piazza del Popolo che ha diviso in tutta Italia il movimento in due fazioni. “Chi va lì lo fa a titolo personale. Non ci piace questa conflittualità e non chi schieriamo né con Calvani né con gli altri”.
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