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I familiari delle vittime chiedono giustizia
Hanno partecipato allo spettacolo “L’ottavo viaggio” a Palazzo Pretorio «Chi ha colpe deve pagare: stiamo pensando di costituirci parte civile»
PRATO. Chiedono giustizia e vogliono poter vedere le salme dei loro cari, morti nella tragedia di via Toscana. I familiari delle vittime del rogo della fabbrica al Macrolotto sono intervenuti numerosi ieri pomeriggio per assistere allo spettacolo “L’ottavo viaggio” a Palazzo Pretorio e, nel corso della rappresentazione, hanno letto a gran voce una lettera scritta di loro pugno in cui fanno appello alla giustizia e alle responsabilità che hanno portato a quel terribile incidente.
«Vogliamo essere certi che i responsabili di questa tragedia paghino per aver esposto i nostri cari al pericolo e alla perdita della vita e stiamo valutando la possibilità di costituirci parte civile contro i responsabili». Madri, padri, figli, fratelli e sorelle sono uniti in questo dramma che li ha colpiti e sono pronti a denunciare tutti coloro che lo hanno causato, italiani o cinesi, non c’è distinzione, chi ha avuto un ruolo in queste morti deve pagare. Pianti strazianti e tanta commozione da parte dei familiari ha scandito la lettura del documento. Sono state mostrate le foto dei giovani operai deceduti e in sala il pubblico ha partecipato con rispettoso silenzio a quel dramma. «Sono passate due settimane dalla tragedia e non abbiamo ancora potuto vederli – continua il testo - Vorremmo poter vedere i loro corpi presto per accompagnare in pace le loro anime nel viaggio verso l'eterno». Si sono resi disponibili ad incontrare la prossima settimana le istituzioni italiane e cinesi perché chiedono di essere aiutati a superare un lutto così forte per le loro famiglie. Bravissimi gli attori Shi Yang Shi, Olivia Kwong, Li BeiBei, Ke Zhoujun e Li Cin nello spettacolo diretto da Cristina Pezzoli e prodotto dallo Spazio Compost. Essi hanno messo in scena l’arrivo immaginario a Prato, durante gli anni dell’Officina Pratese, del grande navigatore cinese Zheng He. Un viaggio attraverso le epoche e gli spazi, attraverso i mari e i personaggi che hanno fatto grande l’arte italiana e la storia della nostra città. In sala era presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Prato Anna Beltrame. A lei si è rivolto Shi Yang Shi quasi al termine dello spettacolo, per proporle uno scambio divertente: un rarissimo pavone cinese al posto delle opere di Donatello e Filippo Lippi, presenti in mostra a Palazzo Pretorio. L’assessore ha rifiutato bonariamente e invita invece tutti a venire al museo ad apprezzare la bellezza di queste opere che «scaldano l’anima anche in momenti difficili come questi».
Lo spettacolo si è concluso davanti alle pitture mariane di Filippo Lippi e in una ritrovata armonia il navigatore Zheng He riflette sul suo percorso: «Viaggiare; conoscersi reciprocamente; costruire la fiducia; avere regole condivise. Siamo tutti sulla stessa barca». Italiani e cinesi.
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