Il presidio
Tony: rendere obbligatori i controlli dei proprietari sui capannoni
Prato, la proposta del procuratore capo ai partecipanti all'incontro tra il ministro Alfano e i rappresentanti di Prato sulla sicurezza nelle confezioni cinesi
PRATO. Affidare ai proprietari dei capannoni industriali il compito di controllare gli immobili per evitare che all'interno vengano realizzati dormitori abusivi o violazioni alle norme di sicurezza. E' la proposta trasmessa dal procuratore capo Piero Tony al tavolo per la sicurezza, l'incontro in corso a Roma tra il ministro Angelino Alfano e il sindaco di Prato Roberto Cenni, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il presidente della Regione Enrico Rossi e il prefetto Maria Laura Simonetti. Per rendere obbligatorio il controllo da parte dei proprietari servirebbe una modifica normativa. In passato la Procura ha più volte contestato ai proprietari degli immobili gli abusi edilizi accertati nei capannoni, ma spesso i processi si sono conclusi con l'assoluzione degli immobiliaristi.
Nei giorni immediatamente seguenti al rogo della Teresa Moda, dove hanno trovato la morte sette operai cinesi, i proprietari avevano fatto la fila dagli avvocati per spedire lettere di disdetta ai locatari cinesi. Una sorta di "assicurazione" contro il rischio di essere chiamati in causa all'esito dei controlli della squadra interforze.
La proposta di rendere obbligatori i controlli dei proprietari era già stata lanciata da Domenico Manzione, ex magistrato e sottosegretario agli Interni, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi al Tirreno.
«Apprezziamo la decisione del ministro Angelino Alfano di convocare a Roma il tavolo per la sicurezza di Prato: sono sicuramente necessarie iniziative immediate che potenzino i controlli sul territorio ed in particolare il flusso di denaro frutto dell'illegalità economica che esce ogni giorno dal distretto". Lo hanno dichiarato i deputati del Pd Antonello Giacomelli e Matteo Biffoni.
«Ma, per affrontare la straordinaria difficoltà che oggi vive Prato, queste misure non sono sufficienti, serve di più», hanno sottolineato. «Servono politiche per la scuola e il sistema sociale, per i rapporti con la Cina e per un più deciso ruolo dell'Europa, servono politiche economiche di sostegno a quel distretto che continua ad operare secondo le regole. Per questo chiediamo ad Alfano, come vicepresidente del consiglio, di istituire e guidare a Palazzo Chigi un coordinamento delle politiche per il distretto di Prato», hanno concluso Giacomelli e Biffoni.
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