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Posti di lavoro a rischio, presidio davanti al Nuovo ospedale
La manifestazione di protesta promossa dai sindacati preoccupati per il mancato rinnovo dei contratti di lavoratori a tempo determinato e interinali
PRATO. Posti di lavoro a rischio nel nuovo ospedale, Rsu e sindacati hanno perciò organizzato un presidio per mercoledì 11 dicembre dalle 11 alle 15 davanti nosocomio con l'obiettivo di informare i cittadini sui disagi che si potrebbero creare con la diminuzione del personale Asl.
«Non è solo un problema che riguarda i lavoratori – spiega Massimo Cataldo della Fp-Cisl. – ma anche gli utenti finali, visto che i tagli verranno fatti all'interno del pronto soccorso, 15 posti e altrettanti nelle cure intensive». Lo scorso aprile erano stati assunti tramite contratti a tempo determinato e interinale 130 persone di questi 66 per fare fronte al trasloco dell'ospedale e al piano ferie estive. “Di fatto- continua Cataldo – fino a qualche giorno fa erano in scadenza 40 contratti, l' Asl è corsa ai ripari rinnovandone 25, 19 per sei mesi e 6 interinali per un mese» .
Ma secondo i sindacati non è sufficiente; molti di questi lavoratori hanno acquisito importanti professionalità, quando la proroga finirà i colleghi e i servizi, rischiano di collassare. «C'è bisogno di andare a discutere un piano generale del bisogno del personale – spiega Massimo Rasile della Funzione pubblica Cgil -non possiamo continuamente rinegoziare i contratti anche perchè gli infermieri nel nuovo ospedale hanno bisogno di avere un' altra professionalità che si acquisisce solo con il tempo, purtroppo Asl e Regione si rimbalzano le competenze».
A sostenere l'iniziativa di mercoledì anche Patrizia Pini della Uil Fpl e le Rsu il cui delegato è Andrea Monni. Preoccupazione pure per i lavoratori che continuano ad esercitare al vecchio ospedale; alle cure intermedie nei prossimi mesi scadranno altri contratti, inoltre si fa largo l'idea di aprire altri poliambulatori e un centro prelievi al Misericordia e Dolce.
«Ovviamente per funzionare – commenta Cataldo – avranno bisogno di medici e infermieri, ma in queste condizioni non si capisce come sia possibile fare fronte a questa richiesta. Da una parte aumenta il lavoro, dall' altra voglio diminuire il personale».
I problemi secondo i sindacati riguardano anche la riorganizzazione dei servizi sul territorio; dando la priorità al nuovo ospedale di fatto non è stata ancora riorganizzata la rete che avrebbe dovuto supportare l'organizzazione del nuovo nosocomio.
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