Una vecchia cannicciaia torna di nuovo in funzione
E’ l’unica nella zona di Migliana. «Forse è stato un investimento azzardato» ammette Altero Tofanini «ma serve a preservare un’antica tradizione»
CANTAGALLO. Sfidando il cinipide e la siccità Altero Tofanini ha deciso di rimettere in funzione una vecchia cannicciaia delle castagne, di fatto l'unica l'unica nella zona di Migliana. «E' stato un investimento forse azzardato- spiega Tofanini- ma che sentivo necessario per preservare un' antica tradizione e anche i nostri boschi». Dopo trenta giorni di essiccazione, all' interno della cannicciaia sotto l'occhio attento e vigile di Carlo Pacini è iniziata la fase della battitura, l'operazione che pulisce le castagne separando le bucce dalla polpa eliminando la pula. Un tempo veniva fatto a mano con sacchi di iuta battuti dalle donne, oggi è affidata a una macchina che è stata completamente risistemata da Vittorio Santi. «L'ho trovata tre anni fa per caso ed era un pezzo di ruggine, con pazienza l' ho ripulita e poi sono riuscito a metterla in funzione. Oggi è il suo battesimo, ho insegnato anche a mio figlio Andrea il funzionamento in modo che questa lavorazione non vada perduta». Trenta quintali di castagne, una quantità esigua visto che derivano da almeno tre castagneti, destinati a diventare la prima farina di castagne della stagione con un rapporto di 3 a 1(da tre quintali di castagne secche si ricava 1 di farina). «Purtroppo il cinipide continua devastare i nostri castagneti- spiega il presidente della Pro Loco di Migliana Umberto Briganti – ma noi vogliamo mantenere viva questa lavorazione e soprattutto la filiera di questa produzione». La battitura è stata una festa, oltre agli essiccatori, c'erano i battitori il parroco don Luigi e tanti abitanti che sono venuti a tenere a battesimo la cannicciaia. La struttura in realtà esisteva da diversi decenni, ma era abbandonata e in cemento armato, è stata ristrutturata a pietra, mentre il terreno vicino è stato recintato per evitare i danni degli ungulati. «Seccare le castagne – spiega Pacini - è un' arte che ha radici lontane, ci vuole esperienza e attenzione. Bisogna crea un ambiente areato, le castagne vengono appoggiate su una rete in un soppalco. Dopo 30 giorni, non bisogna muoverle altrimenti diventano nere, si fanno cadere nella parte bassa della cannicciaia spostando alcuni tronchi che sono stati posizionati per bloccare il raccolto. Da li vengono trasportate nella macchina per la battitura». Un lavoro lungo, 4 quintali puliti ogni ora, che ha però dato speranza ai castagnicoltori di far ripartire la filiera a km 0. Intanto anche Lucciana si prepara a promuovere la castagna; domenica si terrà è la 38esima edizione della sagra del castagnaccio con vista al borgoalla scoperta della lavorazione delle castagne, pranzo e mercatini di Natale.
Alessandra Agrati
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