Il Tirreno

Prato

Il dolore della Chinatown in mille alla fiaccolata

di Ilenia Reali
Il dolore della Chinatown in mille alla fiaccolata

Le foto delle vittime attaccate al portone dell’azienda del Macrolotto Accese decine di candele per augurare un “buon viaggio” ai sette operai

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PRATO. L’odore acre di bruciato e decine di candele accese. A forma di cuore, a forma di svastica buddista, a disegnare linee e ghirigori. Fiori di ogni colore, lacrime che rigano i volti e dolore, tanto dolore. E tutto il piazzale, dove ancora ci sono accatastate le pezze, le grucce, i mobili bruciati, invaso dalle note di un mantra che tradotto significa “luce infinita”.

E, per la prima volta, gli uomini e le donne che hanno perso la vita nel rogo della “Teresa Moda” sono diventati reali, si sono quasi potuti toccare, sentire un po’ propri.

Le foto appese hanno dato loro un volto quasi trasformandoli e rendendoli più veri. I nomi invece non sono stati resi noti perché la Questura ha chiesto di mantenere ancora un po’ di riservatezza ma il dolore, forte, che ha toccato l’intera comunità cinese è emerso tutto, con la sua durezza, nel volto dei parenti.

In mille hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata organizzata dall’associazione culturale Compost e dalle associazioni dei cinesi di Prato. C’erano tanti orientali, compresi i rappresentanti del Consolato, ma anche tutti coloro che dovevano esserci di Prato. Poca gente comune ma una rappresentanza delle istituzioni, con la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi, l’assessore all’integrazione Giorgio Silli, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, i politici.

Un’ora di canti e pochissime parole lette in due lingue dall’imprenditore Gabriele Zhang, presidente dell’associazione D’Amicizia. Poche parole ma molto chiare. «Nello stesso momento in cui ricordiamo i defunti con profondo rispetto. Dobbiamo fare una profonda riflessione per ricavare l’insieme dei significati da questa tragedia. Dobbiamo trasformare il dolore in forza, per agire concretamente nel riorganizzare autonomamente le nostre imprese, nell’osservare con rigore le leggi locali e i regolarmenti, eliminando ogni rischio per la sicurezza dei lavoratori, avviando le noste aziende verso la regolarizzazione. I cinesi immigrati a Prato desiderano attivamente integrarsi nella comunità italiana e insieme agli italiani creare una società più armoniosa a Prato».

Un discorso che si è concluso con l’augurio di “Buon viaggio” alle vittime.

Oggi a Prato è stato proclamato il lutto cittadino. Chi lo vorrà potrà esporre il drappo nero. Alle 12 le scuole osserveranno un minuto di silenzio mentre alle 19 è fissato l’appuntamento con la marcia silenziosa organizzata da Cgil, Cisl e Uil con le istituzioni con partenza da via Pistoiese e l’arrivo in piazza San Niccolò.

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