Il presidio
«E ora stiamo attenti agli appartamenti» L’allarme di Milone
Ci sono condomini dove si replicano gli usi delle aziende Il console assicura: «Distribuiremo depliant in cinese»
PRATO. L’Italia guarda attonita alla tragedia di Prato. I pratesi invece non sono per niente sorpresi. E’ una tragedia annunciata. Chiunque viva un po’ il distretto sapeva che prima o poi una di queste aziende dormitorio sarebbe andata a fuoco e che i lavoratori non sarebbero riusciti a fuggire. Sono anni ormai che i controlli raccontano di regole non rispettate, di impianti elettrici improvvisati, di capannoni pieni zeppi di bombole del gas.
«Adesso i morti sono cinesi, la prossima volta insieme ci saranno anche dei morti pratesi», Aldo Milone, assessore comunale alla sicurezza com’è sua abitudine non la manda a dire dietro.
Potrebbe sembrare uno slogan o una provocazione ma, chi vive a Prato, sa che non è così. Da qualche tempo infatti si è presa l’abitudine di trasferire usi e consumi dei capannoni anche negli appartamenti dei condomini e in case dove al piano terra ci sono gli stanzoni e negli altri piani gli alloggi. Gli appartamenti poi vengono utilizzati anche per offrire servizi alle imprese con ad esempio “cucine aziendali” improvvisate. Tutte situazioni dove anziché utilizzare la rete del metano si usano le bombole in modo da non far vedere un utilizzo superiore rispetto a quello medio di una famiglia.
Un argomento conosciuto anche dall’ambasciata cinese che ieri sera ha visitato il luogo della tragedia prima di recarsi in visita ai feriti. Nell’occasione il prefetto Maria Laura Simonetti, presente alla visita, ha assicurato che saranno intensificati i controlli mentre il console ha annunciato che verranno stampati migliaia di depliants in cinese in materia di sicurezza sul lavoro. (i.r.-a.a.)
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