Il Tirreno

Prato

Chiarucci si arrende e spegne la vetrina dopo 58 anni di storia

PRATO. Le ultime tovaglie e coperte sono andate a ruba, fra gli scaffali ormai è rimasta poca roba. Un manifesto attaccato in negozio pubblicizza un volume dedicato alle botteghe storiche di Prato,...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Le ultime tovaglie e coperte sono andate a ruba, fra gli scaffali ormai è rimasta poca roba. Un manifesto attaccato in negozio pubblicizza un volume dedicato alle botteghe storiche di Prato, presentato nel 2006. Tra quelle pagine si raccontava anche la storia della Biancheria “Chiarucci”, che nel 2015 avrebbe compiuto sessant’anni di vita. Ma i coniugi Pio e Roberta non arriveranno a spengere la cinquantesima candelina: entro dicembre s’abbasserà infatti per sempre la saracinesca del negozio di via Muzzi, un pezzo di storia del commercio che se ne va.

«Siamo qui dal 1979 – racconta Roberta – ma è nel 1955 che aprimmo in piazza Duomo, dove ora c’è la Cap. È un grande dispiacere salutare le nostre clienti, generazioni di mamme e figlie che qui si sono fatte il corredo. Il vero problema, oltre alla crisi, è il ricambio generazionale. Nessuno si è fatto avanti per rilevare questo negozio, né i figli, parenti o amici».

Pio Chiarucci, nelle cui vene scorre sangue della Vallata, è cresciuto dietro il bancone perché la nonna aveva una rivendita di tabacchi a Vernio. «In questo mestiere non ci si improvvisa. Se qualche giovane si fosse fatto avanti, lo avrei aiutato nella conduzione a titolo volontario. Ma i giovani d’oggi non hanno il coraggio di investire. Come dare loro torto?». A 72 anni Pio si godrà la pensione arrivata già da 10 anni. «Ho tirato avanti finché ho potuto».

Un addio annunciato da mesi, tra i ricordi e le parole d’affetto dei clienti. Il caro affitti dei fondi del centro storico c’entra fino a un certo punto. «Non abbiamo mai pagato cifre alte, a far maturare la decisione ha contribuito anche una strada non più appetibile come un tempo». Quello dei Chiarucci non è l’ultimo bandone in procinto di abbassarsi in via Muzzi. Altri commercianti stanno per fare i bagagli: dall’erboristeria “L’Erbavoglio” al negozio di scarpe “Junior” (che però avrebbe intenzione di riaprire in via Guasti), passando per un’altra vetrina di calzature (“Borgo degli ulivi”) e il negozio di abbigliamento dark ("Dark-age"). (m.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web