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Donzella: “Regione senza soldi, a casa 60 dipendenti dell’ospedale di Prato”
Il capogruppo Idv raccoglie l’allarme lanciato dalla Cisl sul taglio dei precari Asl che rischiano di non avere il contratto rinnovato tra novembre e dicembre
PRATO. “I soldi della Regione sono andati per la costruzione dei nuovi ospedali toscani, ora mancano i fondi per mantenere l’assetto degli organici”. E’ l’allarme lanciato dal capogruppo Idv in consiglio comunale Aurelio Donzella. “Sessanta dipendenti del Nuovo Ospedale di Prato potrebbero essere mandati a casa. Quaranta di questi addirittura lavorano in settori vitali e critici, quali il Pronto soccorso, l' area Medica e la terapia intensiva. C' è poco da capire - scrive Donzella in una nota - in Regione mancano i soldi , quindi non ci si può permettere di tenere questi sessanta precari, anche se la loro funzione è indispensabile”.
Era stata la Cisl a sollevare il problema: sessanta tra contrati interinali e a tempo detrrminato potrebbero non essere rinnovati tra novembre e dicembre. “E perchè mancano i soldi? - continua Donzella - Innanzi tutto c' è stata la costruzione dei quattro nuovi ospedali, dei quali, almeno per quanto riguarda il nuovo ospedale di Prato, nessuno ne aveva ravvisato la necessità”. Per Donzella la Commissione Parlamentare d' Indagine sui disavanzi sanitari regionali, presieduta dall' onorevole Palagiano, Idv, ha espresso riserve “inerenti la gestione della costruzione dei quattro nuovi ospedali, di Massa, Lucca, Pistoia e Prato. In particolare su quello di Prato - continua - la necessità di costruirene uno nuovo non l' aveva ravvisata nessuno, nessuno aveva mai lamentato le carenze della sanità di Prato, dovute all' insufficienza muraria dell' ospedale, anzi ne è stato costruito uno nuovo ma con minore capacità d' accoglienza”.
“Con quanto son costati quattro ospedali - prosegue il capogruppo idv - si potevano creare le strutture sanitarie per i non acuti, e potenziare anche dal punto di vista dell' attrezzatura diagnostica i distretti periferici invece di costruire ospedali "per acuti", mentre non c' è dove curare i non acuti.In buona sostanza, con questi soldi,quanti apparecchi per la Tac si potevano installare anche nei distretti, diminuendo le lunghissime liste d' attesa che devono patire i cittadini per sottoporsi agli esami?”
E conclude: “Ricordo infine che il 25 febbraio di quest' anno ho protocollato un ordine del giorno in Consiglio Comunale, nel quale impegnavo la nostra amministrazione a promuovere un percorso di verifica nei riguardi della Regione, anche ed attraverso il coinvolgimento istituzionale dei consiglieri regionali di Prato, acciocchè venisse quantificato quanto il disavanzo delle Asl, andrà ad incidere sulla penalizzazione delle risorse dei servizi sanitari con conseguente esborso da parte degli utenti per potere usufruire delle prestazioni alle quali hanno diritto. Ancora non è stata discussa, vediamo quando accadrà”.
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