Il Tirreno

Prato

“Perle” dell’architettura del Novecento a Prato, c’è anche casa Rockefeller

Cristina Orsini
“Perle” dell’architettura del Novecento a Prato, c’è anche casa Rockefeller

Un viaggio tra edifici residenziali, ville, fabbriche e chiese progettati dai grandi archistar toscani del secolo scorso, in compagnia dell’architetto Valerio Barberis

9 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Perle di architettura residenziale, spesso "griffate", confuse in mezzo a una sequela di palazzi anonimi, pietre miliari della grande, disordinata, scorpacciata edilizia degli anni del boom economico a Prato. Sono i "palazzi d'autore", testimonianza di una contemporaneità ricca e pensata, dei quali Prato è ricca, ma che di frequente non conosce o guarda distrattamente. Questo è un tour pensato per recuperarne storie e memoria, fatto passo dopo passo assieme all'architetto Valerio Barberis, dello studio Mdu architetti, che delle "perle" architettoniche cittadine è un estimatore. Una storia minima dell'architettura di qualità che parte dagli anni Cinquanta e arriva fino agli anni Novanta e che riserva sorprese. Chi sapeva, per esempio, che alla Castellina una giovane della famiglia Rockefeller aveva commissionato una villa all'archistar toscano del secolo scorso Giovanni Michelucci? Eppure c'è ed è bellissima.

VIDEO: L'INTRODUZIONE AL VIAGGIO DELL'ARCHITETTO VALERIO BARBERIS

"A Prato - spiega Barberis - hanno lavorato quasi tutti i grandi architetti del Novecento toscano. A partire appunto, da Giovanni Michelucci, grande innovatore e capostipite della "Scuola Fiorentina", passando per Raffaello Fagnoni, contemporaneo di Michelucci, più tradizionalista, per arrivare a Italo Gamberini che, tra le altre opere, concepì l'impianto della stazione Santa Maria Novella a Firenze poi realizzata dal Gruppo Toscano di Michelucci e a Prato firmò il progetto del Museo d'arte contemporanea Pecci che ora viene raddoppiato dall'architetto Maurice Nio".

FOTO: I GIOIELLI PRATESI DELL'ARCHITETTURA NOVECENTESCA

Architetto di fama, indonesiano d'origine, residente in Olanda Nio "interpreta l'architettura - dice Barberis - quasi fosse composta da forme animali". Così è accaduto anche per il nuovo Pecci, una sorta di grande animale acciambellato attorno al Pecci firmato Gamberini che "coglie le onde della modernità - afferma Barberis- proprio con quell'antenna che spunta dalla base". Ma a Prato hanno lavorato tanto anche Paolo Piazzesi, architetto fiorentino, "un personaggio che per modernità e ricerca - è il giudizio di Barberis - meriterebbe di essere studiato e rivalutato". E poi Arrigo Forasassi e Silvestro Bardazzi.

Prato fino agli anni Novanta è rimasta all'avanguardia, Prato "era la piazza della dinamicità e dell'innovazione - afferma Barberis - che si esprimeva anche nell'architettura: si chiamavano i migliori per risolvere al meglio i problemi. È per questo che le forme di alcuni edifici, comprese alcune fabbriche, sono attualissimi ancora oggi". Dal passato si apprende, succede anche in questo caso: "Una parte di Prato è stata pianificata in termini di grande attualità - dice Barberis - penso per esempio a Viale Vittorio Veneto e alle strade limitrofe. Un'altra, vasta, si è sviluppata spontaneamente e in modo meno organico. Per il futuro lo strumento esiste: la pianificazione strategica da parte degli enti pubblici. L'unica che può garantire uno sviluppo meditato, fatto di scelte e che nello stesso tempo tiene aperta la porta ai privati".

IL PERCORSO: CLICCA SU "PLAY" PER COMINCIARE

Una villa in via Lambruschini

Dalla strada quasi non si vede: si nota il tetto accennato, fatto di tegole marroni e la parte alta dell'edificio realizzato in mattoni rossi. E' la villa, immersa nel verde, in via Lambruschini 40, realizzata negli anni Cinquanta da Raffaello Fagnoni, contemporaneo di Giovanni Michellucci. "E' una villa classica, bellissima - spiega Barberis - con linee raffinate e materiali caldi". Fagnoni , nato nel 1901, morto nel 1966, fu attivo soprattutto a Firenze dove firmò la Scuola di guerra aerea, l'Ufficio Tecnico Erariale (già Casa del Fascio), la sede della Facoltà di Lettere e Filosofia e contribuì alla costruzione del quartiere Isolotto.

nd

La villa in via Lambruschini firmata da Raffaello Fagnoni

La chiesa della Sacra Famiglia

E' in via Borgovalsugana, a qualche centinaio di metri dalla villa di Fagnoni, in direzione di Ponte Petrino. E' un altro pezzo pregiato dell'architettura di Prato, collocato ai piedi della Calvana. "La chiesa della Sacra Famiglia (anni Sessanta ndr) è stata progettata dall'architetto Silvestro Bardazzi - spiega Barberis - ed è unica nel suo genere. Ha una poetica particolare: è stata disegnata come se fosse un sasso di arenaria rotolato in pianura lungo le pendici della Calvana". Bardazzi è uno degli intellettuali più famosi della Prato del Novecento. Nato nel 1923, oltre all'attività professionali, è stato direttore dell'Istituto di Urbanistica di Firenze e a Prato ha contribuito alla stesura del Prg di Prato denominato Salvioli-Bardazzi.

ii

La chiesa della Sacra Famiglia in via Borgovalsugana firmata da Silvestro Bardazzi

Buzzi, una scuola "brutalista"

Da via Borgovalsugana si prosegue e svoltando a destra in viale Della Repubblica, si arriva al Buzzi, la scuola pratese per antonomasia dove sono state formate generazioni di periti tessili. E' un pezzo raro anche quello. "Perché è un esempio perfetto - afferma Barberis - delle forme della scuola "brutalista" (dal francese beton brut, scuola Michelucci) che, per mettere in evidenza la struttura, usa il cemento a vista". Il Buzzi - 24 mila metri quadrati in totale, 12 mila coperti - è stata firmata dall'ingegnere pratese Arrigo Forasassi (1919-2002) che l'ha realizzata in due anni: nel 1971 l'incarico, nel 1973-74 il primo anno scolastico. Forasassi fu attivissimo nella progettazione a Prato. A lui si devono anche l'ospedale, il tribunale, la seconda tangenziale, la fabbrica Banci sulla Declassata e il centro direzionale Luigi Pacini con il Palazzo dell'Industria.

bn

L'istituto Buzzi in viale della Repubblica firmato Arrigo Forasassi

Concessionaria Palmucci, una deviazione in viale Montegrappa

Le auto sono esposte dietro vetrate ricurve, dagli infissi color bronzo ed è un'apoteosi di linee pulite, cemento, particolari curatissimi, con un ingresso dalla magnifica porta a compasso: gira su un asse posto al centro della struttura. È la concessionaria Palmucci firmata dall'architetto di Firenze Paolo Piazzesi. "Una figura - afferma Barbersi - tutta la rivalutare per la grande modernità. Piazzesi si rifà a Michelucci nell'uso del cemento a vista e delle forme materiche". La concessionaria Palmucci, nata alla fine degli anni Sessanta, è uno degli esempi più riusciti della poetica dell'architetto pratese. In particolare negli interni: cemento per le scale e per la scrivania e linee pulite.

n

La concessionaria Palmucci di viale Montegrappa "griffata" Paolo Piazzesi

Lungo la Declassata: una fabbrica "olivettiana"

È la fabbrica ex Banci (anni Cinquanta), lungo la Declassata, ora poco più di un rudere, una volta "un monumento al lavoro che rispetta l'uomo - afferma Barberis - che lì vive una parte importante della sua giornata e il contesto nel quale è inserito". Secondo l'architetto Valerio Barberis la fabbrica, progettata da Arrigo Forasassi "è paragonabile alla cittadella del lavoro di Olivetti a Ivrea". Piccoli padiglioni, grandi vetrate, spazi dinamici inseriti in un magnifico bosco. "La storia narra - continua Barberis - che l'imprenditore Banci al ritorno da un viaggio in America e colpito dall'architettura organica di Frank Lloyd Wright desse incarico al suo ingegnere di fiducia, appunto Forasassi, di inspirarsi a quel tipo di linee per realizzare la fabbrica a Prato". Un pezzo unico. E non solo a Prato.

n

Ex Banci lungo la Declassata un progetto di Arrigo Forasassi

Cemento e cupole per l'ex fonderia Bigagli

Distano poche centinaia di metri dall'ex fabbrica Banci, sono i capannoni dell'ex fonderia Bigagli in via delle Fonti alle Badie. Di edifici industriali simili, a Prato, non ne esistono altri: strutture solidi, a cupola, di cemento e vetro, anche queste firmati, negli anni Sessanta, da Arrigo Forasassi: "Una struttura solida, meravigliosa, ispirata a Nervi - commenta Barberis - che nobilita il lavoro che avviene al suo interno. Nulla a che vedere con le strutture industriali di oggi: scatoloni anonimi, impersonali e spesso anche pericolosi. Viene da piangere ad andare al Macrolotto due".

m

Le fonderie Bigagli in via delle Fonti di Arrigo Forasassi

In viale Vittorio Veneto la città pianificata

Si torna verso il centro della città, in viale Vittorio Veneto. "Un pezzo di Prato - spiega Barberis - assolutamente pensato e progettato nel quale hanno lavorato grandi architetti toscani". Viale Piave, viale Vittorio Veneto, piazza Europa , piazza della Stazione, le strade limitrofe che sfociano lungo il Bisenzio, è questa la città pianificata, nato nel dopoguerra e che si è sviluppata secondo un progetto armonico con moti edici "mixed used": "Ovvero - dice Barberis - con più funzioni: residenza, commercio uffici". All'angolo tra viale Vittorio Veneto e via Giovanni Cimabue (a sinistra della carreggiata) "c'è uno degli edifici residenziali più belli di Prato" è il giudizio dell'architetto Barberis. La firma è quella dell'architetto Italo Gamberini (1907-1990), del Gruppo Toscano di Giovanni Michelucci (attivo soprattutto a Firenze e in Toscana, Gamberini ha progettato l'Edificio Bica, la Sede regionale della Rai di Firenze, l'Archivio di Stato di Firenze, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e la Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa) e si vede dall'uso del cemento e dei materiali "caldi": pietra e legno (per le finestre). "Si tratta di un edificio nato negli anni Sessanta, dalle forme straordinarie - afferma Barberis - e dai particolari curatissimi".

g

Il palazzo in viale Vittorio Veneto angolo via Cimabue

Poco più avanti in via Cimabue

All'angolo di via Giotto, al civico 19, svettano altri due palazzi "tesoro": sei piani di cemento ciascuno, ricoperti di piastrelle rosse (Klinker), con grandi balconi, una trina di cemento che la abbellisce e una magnifica corte verde interna che separa i due palazzi. Sono edifici firmati dall'architetto pratese Vinicio Brilli negli anni tra la fine dei Cinquanta e il Sessanta. "Oltre alla cura estrema nella progettazione - commenta Barberis - la concezione di questi palazzi è estremamente attuale".

v

Il palazzo in via Cimabue, angolo via Giotto di Vinicio Brilli

All'angolo con via Tacca

Siamo di nuovo in viale Vittorio Veneto ma questa volta dall'altra parte del viale, all'angolo con via Tacca. Lì c'è un altro palazzo progettato da Italo Gamberini "che si nota immediatamente - commenta Barberis - per i volumi mossi, l'uso del cemento e perchè riesce ad arredare quel tratto di strada".

b

Il palazzo di Gamberini angolo via Tacca

In piazza della stazione un palazzo "organicista"

Si prosegue fino in piazza Europa (palazzo Inail firmato da Fagnoni ), si attraversa il ponte della stazione e di arriva in un'altra piazza: piazza della Stazione appunto. All'angolo con via Matteotti, al civico 67 c'è un palazzo bianco "estremamente articolato, sfaccettato ma leggero che ricorda le strutture del movimento organicista", il movimento fondato da Frank Lloyd Wright. Il palazzo è firmato dall'architetto pratese Paolo Piazzesi che l'ha realizzato tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

s

Il palazzo in piazza della Stazione di Italo Gamberini

Una "perla" di Michelucci

Il viaggio attraverso i tesori dell'architettura pratese, finisce dal punto in cui è cominciato, alla Castellina, con il pezzo più pregiato dell'architettura del Novecento di Prato: una villa meravigliosa, arrampicata sulle ultime pendici della Calvana, in via di Pippo, progettata e realizzata dall'architetto Giovanni Michelucci. È un pezzo unico, a Prato ed è stata voluta da una Rockefeller , sposata a un pratese in prime nozze. "L'impianto è classico - spiega Barberis - i materiali pregiati: dalla pietra al legno".
 

nb

La villa alla Castellina di Giovanni Michelucci voluta da una Rockefeller

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web