Incentivi contro la piaga dei fondi sfitti
Il Comune di Prato sta studiando un bando, con un fondo di 100mila euro, per sostenere l’apertura di nuove attività. Ma i commercianti di Ali replicano: meglio investire sul decoro urbano
PRATO. Suona il requiem del commercio dentro le mura. A far cambiare questa musica dal suono triste potrebbe essere un nuovo bando di sostegno per incentivare l’apertura di nuove attività nei fondi lasciati sfitti in centro, in fase di elaborazione da parte dell’assessorato allo Sviluppo economico: sul piatto 100mila euro, da spalmare su un triennio, sotto forma di incentivo finanziario a copertura di Imu, Tares, accensione di mutui e leasing.
Una ghiotta opportunità per aspiranti imprenditori che vogliono investire dentro le mura, commercianti ma non solo. C’è spazio anche per attività artigianali, professionali, servizi, scuole e turismo. Del nuovo pacchetto di proposte, frutto del lungo lavoro della commercialista Irene Sanesi, consulente dell’amministrazione per il brand “Prato”, non si conoscono ancora i dettagli ma, a parte l’entità del finanziamento in gioco, si sa l’identikit del potenziale fruitore di contributo. «E’ stato complesso individuare le caratteristiche di chi può aver diritto al finanziamento», fa sapere l’assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni.
Non sgravi fiscali ma incentivi finanziari per alleggerire Tares, Imu (nel caso di chi intraprende un’attività in un fondo proprio) e la zavorra dei mutui bancari. «Contributi a sostegno di varie voci di spesa per tre annualità», si limita a dire per ora la commercialista Sanesi. Anche uno studio professionale può usufruirne a patto che accetti di aprire in una via che non rientri proprio nel giro del salotto buono. «Il bando conterrà un allegato con la localizzazione esatta delle vie dove aprire l’attività», puntualizza Sanesi. Potrebbero rientrare via San Giorgio, via Santa Margherita, via Pier Cironi e via Santa Trinita, meno appetibili per gli investimenti. Anche un’attività storica che dalla periferia vuole spostarsi in centro potrà essere ammessa al bando.
Ripuliti i fondi sfitti. La segnalazione era partita quasi un mese fa da Ali, la nuova associazione dei commercianti guidata da Daniele Spada. Una trentina di fondi vuoti lasciati in stato di degrado e abbandono, brutto biglietto da visita per la città. Detto fatto. La polizia municipale ha intimato ai proprietari l’obbligo di ripulire i locali come prevede il regolamento sul decoro urbano. «Negli ultimi due anni le verifiche effettuate sui fondi sfitti sono state 60, 15 le sanzioni», fa sapere l’assessore competente Aldo Milone. Salata la multa per questo tipo di infrazione per i proprietari: 400 euro. «L’obiettivo del decoro e dell’arredo urbano è un tema fondamentale - spiega Spada di Ali -: per questo riproporremo al Comune l’idea di installare delle panchine in alcune piazze del centro storico, attraverso un concorso d’idee che coinvolga giovani artisti. L’idea è di una nostra associata, la pittrice Lauraballa».
Ma a poposito dell'iniziativa del Comune, Ali è scettica. «L'iniziativa è lodevole, ne condividiamo lo spirito e la finalità e, conoscendo la professionalità di Irene Sanesi, siamo sicuri che risulterà progettato al meglio, ma abbiamo diverse perplessità nel merito.100mila euro - dice Spada - sono una cifra importante, ma non certo sufficiente, spalmata in 3 anni, a davvero contribuire a riaprire nuove attività in centro».
«Saranno dati 4000 euro in tre anni a 25 imprese? 5000 a 20? fossero anche 10mila a dieci nuovi negozi, botteghe artigiane o studi professionali, sono queste cifre che potrebbero davvero rappresentare la chiave di volta per la ripopolazione commerciale/professionale del centro? Siamo convinti di no. D'altronde pensiamo sia difficile immaginare contributi 3-4 volte superiori a quelli preventivati. Non è con gli incentivi, a meno di non stanziare cifre non sostenibili con i bilanci attuali dei comuni, che si ripopolerà il centro di nuove imprese.Noi crediamo che la strada per un aumento della presenza delle imprese in centro passi per altre soluzioni».
«Il Comune destini tale cifra - è la controproposta - a migliorare il decoro in centro, l'arredo urbano, a facilitare l'accessibilità, si impegni a riportare alcuni servizi dentro le mura. E' una strada intrapresa e che, specie sul settore della cultura, sta iniziando a dare buoni risultati, ma va assolutamente perseguita ed incrementati gli sforzi in tal senso. E' così che si può contribuire significativamente ad uno sviluppo del centro storico, altrimenti si rischi che iniziative, pur ottime negli intenti, non raggiungano nessun risultato apprezzabile.La nostra associazione ha elaborato alcune proposte in questo senso e le presenterà nella assemblea pubblica di lunedì 25 novembre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
