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Prato

Alta Carigiola serve manutenzione Proteste dei residenti

VALDIBISENZIO. Raggiungere i borghi di Sanguineta, Peraldaccio, La Centrale e visitare i mulini ad acqua dismessi ma funzionanti, immersi nel suggestivo paesaggio dell'area protetta "Alto Carigiola-Mo...

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VALDIBISENZIO. Raggiungere i borghi di Sanguineta, Peraldaccio, La Centrale e visitare i mulini ad acqua dismessi ma funzionanti, immersi nel suggestivo paesaggio dell'area protetta "Alto Carigiola-Monte delle Scalette" è un' impresa titanica: bisogna attraversare strade piene di solchi con la paura di distruggere la macchina e di finire direttamente dentro il torrente Carigiola. «Le condizioni in cui versa questa strada sono ben note da tempo all'attuale amministrazione comunale di Cantagallo e a quelle precedenti – spiega Carla Perna, - in pratica i borghi sono stati cancellati dalla cartina salvo riapparire come per miracolo per la riscossione di tasse e balzelli». Eppure il paesaggio è bellissimo in ogni stagione e quindi potrebbe essere di interesse turistico. «C' è anche - racconta Perna - un suggestivo mulino ad acqua ancora intatto con le paratie che aspettano solo di essere aperte per far passare l'acqua del Carigiola che rimetterebbe in moto le macine di pietra ancora sporche di farina di castagne». I borghi all' interno dell' area protetta si sono ormai ripopolati; molte famiglie giovani, in tutto una trentina, hanno deciso di tornare a vivere nei luoghi d'origine dei loro nonni dove a proprie spese costruiscono muretti di contenimento per imbrigliare l'acqua, puliscono gli argini e liberano le fossette dai detriti per evitare che la strada scompaia del tutto sotto le piogge torrenziali sempre più frequenti. «In alcuni tratti della strada - precisa Perna - ci sarebbe bisogno di lavori strutturali che richiedono più energie e più risorse. Non un euro, invece, viene speso dal Comune di Cantagallo pur essendo responsabile per il 50% della manutenzione di questa strada classificata "vicinale". Nessun impegno, neppure da parte della Provincia di Prato che nel 2002 ha istituito l'area protetta Anpil,per salvaguardare questo territorio dall'incuria e dall'abbandono e rendere fruibile le strutture che conservano la storia e la memoria di questi luoghi».

Alessandra Agrati

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