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Nesi nel gruppo misto, i “rumors” all’assise nazionale

Nesi nel gruppo misto, i “rumors” all’assise nazionale

PRATO. Edoardo Nesi divorzia da Scelta Civica. Il deputato-scrittore ha palesato la propria intenzione di iscriversi quanto prima al gruppo misto alla Camera, abbandonando le insegne montiane sotto...

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PRATO. Edoardo Nesi divorzia da Scelta Civica. Il deputato-scrittore ha palesato la propria intenzione di iscriversi quanto prima al gruppo misto alla Camera, abbandonando le insegne montiane sotto le quali è stato eletto lo scorso febbraio. Una decisione che è rimbalzata dall'assemblea nazionale del partito a Roma, reduce dalla scissione dell'ala cattolico-popolare, lasciando l'amaro in bocca a chi aveva creduto in lui in amicizia e che ora vorrebbe presentargli il conto. Alla due giorni montiana, peraltro, ha tecnicamente marcato visita. Lasciando che fossero i rumors a parlare per lui. Uno stile stigmatizzato dal responsabile nazionale diritti civili di Sc, nonché membro del parlamentino nazionale del movimento, Giuliano Gasparotti: «Al suo posto io mi dimetterei. Se ha avuto una crisi di coscienza e non crede più nel nostro progetto dovrebbe lasciare il seggio alla Camera per rispetto nei confronti dell'elettorato – un affondo ragionato in termini di numeri e legge elettorale vigente – In Toscana abbiamo preso 154 mila voti, dei quali 53 mila a Firenze. Pertanto, se ci fossero state le preferenze e non il Porcellum, Nesi non ce l'avrebbe mai fatta». La decisione del “premio Strega” era ventilata da circa un mese, in seguito a un'intervista su “La Repubblica” nella quale annunciava l'inizio del distacco sulla scia del polemico abbandono da parte dello stesso Mario Monti del gruppo di Scelta Civica al Senato: «In realtà l'ex premier è tornato a garantire il suo impegno al movimento, anche in virtù del chiarimento avuto in questa fase, pertanto – aggiunge caustico il politico fiorentino – noto un'ansia di ricollocazione singolare da parte di Nesi».

Il ritorno nella sfera d'influenza renziana, tuttavia, lascerebbe aperto lo spiraglio di una futura collaborazione. «L'ascesa di Renzi è positiva e ci attendiamo di costruire, a cominciare dall'esperienza di buongoverno di Firenze, un nuovo centrosinistra con l'alleanza fra noi e il Pd». Tuttavia, è il senso del messaggio del dirigente di area Monti, il precipitoso ritorno dello scrittore pratese nel cerchio di Renzi – testimoniato anche dalla decisione di presiedere uno dei 100 tavoli di discussione alla kermesse di quest'anno della Leopolda – è intempestiva: «Ricordiamoci che ancora non ha vinto il congresso del Partito Democratico».

Carlandrea Poli

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di Redazione web