Prato, l’area archeologica di Gonfienti passerà alla Regione
Stipulato un pre accordo tra i soci di Interporto spa. All’ente anche l’edificio del Molino Ginori che ospita i laboratori e il deposito dei reperti ritrovati nella campagna di scavo. Una transazione per 3 milioni e 200mila euro
PRATO. La città etrusca sul Bisenzio passerà entro poco più di un anno nella disponibilità della Regione o di ente individuato dalla Regione . E' questo che prevede il pre-accordo siglato con Interporto e gli altri soci della spa che si occupa di logistica. Si tratta di qualcosa di molto più solido di un "patto tra gentiluomini" visto che la destinazione futura dell'area archeologica è stata inserita nel corposo piano industriale che i soci approveranno in assemblea il 20 novembre assieme all’aumento di capitale per 5 milioni della spa. Un "risiko"nel quale si predispongono una serie di mosse attraverso le quali la Spa al 46% in mano al Comune, al 20% di Bpv, un 12% per ciascuna Camera di Commercio di Prato e Firenze, il 4 in capo alla Regione, potrà risanare i conti, appianare la situazione patrimoniale e pensare agli investimenti futuri.

Il laboratorio di restauro nel Molino Ginori a Interporto
L'area archeologica - 12 ettari complessivi - rappresenta, appunto, uno di questi tasselli. Il terreno verrà ceduto alla Regione per circa un milione e mezzo. "Si tratta - spiega l'assessore al Bilancio del Comune Adriano Ballerini - del prezzo contabile dell'area". Non solo però. Alla Regione - sulla base dell'accordo - passerà anche il cosiddetto Molino Ginori, un edificio che Interporto ha dato in comodato gratuito ala Soprintendenza che lì ha strutturato i laboratori di restauro dei reperti etruschi e il deposito delle migliaia di pezzi - tra piccoli, grandi, belli, bellissimi e meno interessanti - ritrovati durante la campagna di scavo e che costa a Interporto - conti fatti dal direttore Luciano Pannocchia - almeno 30mila euro l'anno. Troppi.
Il Molino passerà nella disponibilità regionale per almeno un altro milione e 700mila euro. Totale della transazione da concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2014: 3 milioni e 200mila euro. Entro la stessa data la Regione dovrà anche sottoscrivere l'aumento di capitale di Interporto già concordato, pari a un milione 100mila euro, e che farà scattare in alto in peso dell’ente nella compagine societaria. Ora la Regione possiede circa il 4% delle quote, sottoscrivendo tre volte tanto rispetto all'opzione di base, arriverà a oltre il 12%. "Non si tratta - precisa Ballerini - di un atto di beneficenza. L'ente ha semplicemente riconosciuto l'importanza della piattaforma logistica pratese da sviluppare su base regionale".
Entro il 31 dicembre dell'anno prossimo anche gli altri soci potranno decidere se partecipare all'aumento di capitale per complessivi 5 milioni di euro, oppure diluire la presenza nella spa. "Una decisione - commenta Ballerini - sulla quale ogni socio avrà tempo di riflettere". La scadenza però è perentoria: in quella data Interporto dovrà restituire il prestito acceso con alcune banche che è servito ad avere la liquidità necessaria per gestire la società.
"Se i soci in parte o del tutto non parteciperanno alla ricapitalizzazione - conclude Ballerini - Interporto potrà comunque contare su un piano B". Che è relativo a una serie di dismissioni di immobili possibili, in particolare il palazzo direzionale sovradimensionato per le necessità della spa.
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