Il presidio
Anche dal dolore può nascere la voglia di aiutare chi soffre
La vicenda di Carla Calignano che dalla morte del figlio Marco ha tratto la forza per fondare un’associazione che sostiene chi è sopravvissuto a gravissimi incidenti stradali
PRATO. Nel deserto sconfinato della solitudine di una madre costretta a convivere con il vuoto lasciato dalla scomparsa di un figlio, non c’è esercizio migliore per l’anima che allungare una mano per aiutare gli altri a continuare a vivere. La consolazione di Carla Calignano, mamma di Marco Michelini, un ragazzo che nel 2005 perse la vita all’età di 26 anni in un incidente stradale mentre era in sella alla sua Harley Davidson, sta nel sapere che nel ricordo di questo ragazzo, che amava la sua famiglia, i suoi amici e soprattutto la vita, è nata un’associazione grazie alla quale tante famiglie di sopravvissuti a gravi incidenti stradali potranno continuare a sperare trovando un aiuto per sostenere terapie di recupero spesso molto costose: si tratta della onlus Marco Michelini “ Figlio del vento”, dal titolo di una poesia pubblicata in una raccolta di pensieri e parole scritti dal giovane che aveva anche questa passione.
L’associazione. Anche il dolore è un’energia che non può essere sprecata. Da qui l’idea di istituire quest’associazione, nel 2007, due anni dopo la morte del ragazzo. «Con il funerale di Marco raccolsi oltre 4000 euro e decisi di devolvere l’intera somma alla fondazione Niccolò Galli, il cui scopo è raccoglier fondi per aiutare e assistere nella riabilitazione i giovani che hanno subito incidenti - racconta la donna - in seguito anche alla pubblicazione del libro che raccoglie tutte le poesie di Marco (“..i tuoi pensieri lasciati scritti su tanti foglietti nascosti ovunque nella tua camera”, si legge nella prefazione ndr) decidemmo di dar vita a un’associazione intitolata a mio figlio per promuovere iniziative di solidarietà in sua memoria, allo scopo di dare tutto il ricavato alla fondazione a cui siamo collegati».
Dal motoraduno al concerto. Un motoraduno di Harley Davidons è l’evento principale di una serie di attività e manifestazioni in ricordo di Marco. L’anno scorso, nel mese di giugno, si è svolto in piazza Mercatale, dove si sono riuniti motociclisti provenienti da diverse parti di Italia. «Quest’anno stiamo pensando di organizzare qualcosa di diverso - afferma Carla - il ricavato di quest’iniziativa è poca roba rispetto allo sforzo che richiede organizzarla. Con un pranzo, spesso, riusciamo a incassare di più. Sempre lo scorso anno grazie a una commedia messa in scena da alcuni pratesi siamo riusciti a raccogliere ottomila euro che hanno contribuito alle cure di Arianna Bertolini, una giovane che all’età di 16 anni rimase coinvolta in un incidente stradale molto grave mentre tornava a casa da scuola in motorino. Le cure che sta facendo in Svizzera sono molto costose e il nostro aiuto è molto prezioso per lei: la riabilitazione è ancora lunga, ma sta dando dei risultati. Non potrò mai scordarmi la felicità nello sguardo dei genitori della ragazza quando l’hanno vista alzarsi sulle sue gambe anche solo per pochi istanti». E’ questo il senso del lavoro che sta portando avanti Carla: «Adesso, però, servono idee nuove - dice - ci stiamo ancora pensando, ma una proposta potrebbe essere quella di organizzare un grande concerto al posto del motoraduno, che richiami qui tante persone».
Il messaggio ai giovani. Attraverso un viaggio negli istituti pratesi Carla è riuscita a portare la sua testimonianza in decine di classi incontrando centinaia di ragazzi delle superiori. «Tutto è cominciato nel 2007 - spiega - da allora, ho sempre portato avanti questa collaborazione dato che gli studenti di quest’età mi stanno a sentire».
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