Il Tirreno

Prato

«Turbativa d’asta» Indagati i vertici di Consiag ed Estra

«Turbativa d’asta» Indagati i vertici di Consiag ed Estra

L’accusa è di aver messo i bastoni tra le ruote al Comune E spunta un manoscritto con le “Strategie di attacco”

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PRATO. C’è un manoscritto senza firma e senza autore, trovato dalla guardia di finanza il 28 marzo 2010 nell’ufficio legale di Estra, la società che distribuisce il gas a Prato e provincia, tra le carte dell’inchiesta aperta dai sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri che ieri ha messo in subbuglio il mondo economico e politico pratese. I vertici delle aziende partecipate dagli enti locali che distribuiscono il gas sono indagati per turbativa d’asta, abuso d’ufficio e, in base a una norma europea, abuso di posizione dominante. Si tratta di Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, amministratore unico del Gruppo Consiag, e Paolo Quercioli, legale rappresentante di EstraReti i cui uffici e abitazioni sono stati perquisiti a lungo dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria alla presenza dell’avvocato Alberto Rocca, che difende gli indagati. Il sospetto è che abbiano messo i bastoni tra le ruote al Comune, ora assistito dall’avvocato Manuele Ciappi, per evitare, o almeno rallentare, la gara che doveva togliere a Estra la gestione della distribuzione del gas metano. Gara che poi è stata fatta, e vinta dai concorrenti di Estra, Toscana Energia, ma che rimarrà senza effetto fino a quando il Tar non si pronuncerà contro un ricorso di Estra.

Ma torniamo a quel manoscritto che ora è agli atti dell’inchiesta. Si intitola significativamente “Percorso di attacco/difesa verso l’iniziativa del Comune di Prato di andare in gara da solo”. Il giorno prima, 27 aprile 2010, il consiglio comunale aveva approvato coi voti del centrodestra una delibera che dava mandato alla giunta di mettere a gara la gestione della rete del gas. Evidentemente negli uffici di Estra e Consiag questa fu presa come una dichiarazione di guerra e si cominciarono a scavare le trincee. I “capitoli” del manoscritto sono illuminanti: “Strategia di attacco attraverso il sindacato (far notare il mancato ricorso della clausola sociale)”, “Strategia di attacco attraverso i sindaci dei Comuni soci”, “Strategia di attacco affidata all’intervento dei consiglieri comunali” (che dovevano sollevare ostacoli formali alla delibera del 27), infine “Strategia relativa al recupero delle morosità” (si suppone del Comune verso Estra).

Era l’inizio di una guerra che non si è ancora conclusa, quella dei tanti comuni satelliti di Prato intenti a punzecchiare il Gulliver che voleva togliere il monopolio del gas a Estra-Consiag. Secondo Filippo Bernocchi, assessore comunale alle Grandi opere, nemico giurato di Consiag e ispiratore dell’esposto firmato il 1° marzo dal sindaco Cenni, le tattiche dilatorie dei padroni del gas rappresentano un reato. In particolare il rifiuto di fornire tempestivamente al Comune i dettagli tecnici della rete del gas che erano necessari per redigere il bando di gara.

Dall’altra parte si risponde affermando che tutto è stato fatto secondo la legge, che Consiag ha legittimamente sostenuto che la gara doveva essere fatta a livello di “ambito” e non di un solo comune, e che allora bisognerebbe andare a vedere anche le “strategie” elaborate negli uffici comunali e in quelli di Bernocchi, non solo all’ufficio legale di Estra.

Nei decreti di perquisizione i magistrati scrivono che già l’Antitrust ha accertato «numerose e gravi violazioni» delle norme sulla concorrenza, impedendo o rallentando il funzionamento della procedura, «con ingiusto vantaggio» per Estra-Consiag e «rilevante danno» per il Comune. Le dichiarazioni dell’assessore Bernocchi avrebbero poi aggravato il quadro indiziario.

Paolo Nencioni

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