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Prato, 50 stage retribuiti per nuovi poveri e svantaggiati psichici

Prato, 50 stage retribuiti per nuovi poveri e svantaggiati psichici

È il progetto Polis della Provincia di Prato, finanziato con 300mila euro. Gli stage, della durata minima di tre mesi, saranno svolti in una lunga lista di aziende che si sono messe a disposizione. Nell’edizione precendente si era riusciti a inserire effettivamente 17 persone

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PRATO. Insegnare un mestiere per dare un’opportunità di lavoro a una persona svantaggiata. E insegnargli il mestiere più adatto, tenendo conto delle sue caratteristiche e delle sue difficoltà. È l’obiettivo di “Polis”, il progetto della Provincia per l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con problemi che possono essere di due tipi diversi, ben distinti: il disagio socio-economico provocato da un impoverimento improvviso; e il disagio psichico.

Si tratta di una riedizione del primo progetto Polis, che ha avuto come risultato finale, tra il 2011 e il 2012, l’inserimento di 17 persone (7 persone a tempo determinato, 5 borse lavoro, 5 inserimenti socio terapeutici). La seconda edizione è rivolta a 50 persone (non è stato fissato esattamente quanti disagiati socio-economici e quanti psichici) di cui almeno il 50% donne che svolgeranno uno stage di minimo 3 mesi retribuito con 400 euro mensili per 4 ore di impegno giornaliero.

Il progetto - finanziato con 300mila euro del Fondo sociale europeo - prevede anche la formazione di 20 operatori sociosanitari che avranno il compito di accompagnare gli stagisti nel loro percorso all’interno delle aziende. La formazione per gli operatori, persone già inserite nel percorso di assistenza, serve proprio a rendere più efficace il lavoro di equilibrio tra gli obiettivi del singolo e le esigenze dell’azienda. Esiste, naturalmente, anche una formazione per gli stagisti. Il progetto prevede infatti che “Polis” se ne prenda in carico completamente: prima l'analisi delle competenze e l'orientamento di 30 ore a testa, poi la formazione propedeutica all'inserimento lavorativo di almeno 80 ore che sarà completata dall'attività di stage per una durata minima di tre mesi.

Sono tante le imprese che si sono messe a disposizione per ospitare uno stage, dalle aziende agricole ai commercialisti: un gesto di attenzione verso il problema dell’inserimento nel lavoro di persone con disagio, dato che non percepiscono alcun incentivo economico per offrire temporanemente un posto nell’azienda. Di certo, potranno avvalersi di personale che, come ha dimostrato la prima edizione di Polis, spesso si rivela molto adatto all’impegno che viene loro affidato: è l’inserimento effettivo a fine stage a testimoniarlo. Nell’elenco ci sono anche tante aziende che non sono generalmente inserite nei database del Centro per l’impiego.

Le iscrizioni sono aperte da lunedì 18 novembre. Per iscriversi bisogna rivolgersi fisicamente in uno di questi due sportelli: Cooperativa Alice per il Consorzio Pegaso (via Pistoiese, 245 - 0574 433102) e Astirforma (viale Galilei, 131 - 0574 448778 - segreteria@astirforma.it).

Le cinquanta persone saranno scelte da un comitato di selezione, composto anche da esperti dell’Asl, e riguarderanno per il disagio psichico anche la reale possibilità di un inserimento lavorativo della persona che si propone; mentre per il disagio socio-economico varranno diversi criteri, tra cui certamente il reddito Isee.

Il capofila del progetto è Pegaso (netword delle cooperative sociali) affiancato da Cesvip Toscana, Irecoop, Sophia (agenzia formativa delle imprese artigiane) e Astirforma. Al progetto collaborano anche Cna servizi e artigianato, le cooperative sociali Alice, Pane & Rose, via del Campo.

A presentare il progetto, questa mattina al ristorante Opera 22 che una delle aziende che ha già ospitato tirocini in passato e si è resa disponibile a ripetere l’esperienza, c’era la vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi, insieme a Marco Paolicchi di Pegaso, Renza Sanesi, segretario generale della Fondazione Santa Rita e presidente della Cooperativa 22; Gianna Mura, presidente della Cooperativa Alice accompagnata dalla coordinatrice del progetto, Tiziana Ballìo; Andrea Braschi, direttore di Astirforma.

«Il lavoro è uno straordinario strumento di inclusione sociale - ha spiegato Giorgi - per chi è in una condizione di disagio psichico o socio-economico: sono due percorsi molto distinti eppure non così come potrebbe apparire in un primo momento, perché i nuovi poveri totali in diverse occasioni vanno a un passo dal disagio psichico per le improvvise e inedite difficoltà che si trovano ad affrontare». «La crisi - prosegue Giorgi - ha prodotto tantissimi nuovi poveri nei confronti dei quali bisogna intervenire. La povertà improvvisa disorienta e rende fragili. Per questo c’è bisogno di strumenti specifici per l’accompagnamento all’interno del mondo del lavoro che permetta a queste persone di rimettersi in gioco».

Le aziende che hanno dato la propria disponibilità (non è previsto alcun incentivo economico a fronte dello stage e o dell'eventuale assunzione) sono le cooperative La Traccia, Acoma, L'Anfora, Kepos, La Ginestra, Verdemela, Casa di Marta, Chicco di Senape, Tenda di Elia Gulliver, Estate, CFT Trasporti, Supermercato Due P, Minimarket di Cavallo, ASD Aurora, Cooperativa Utenti Telefonici, APS Nuove Idee, Uisp Prato, impresa di pulizie Fiesoli Gioia, studio associato commercialisti e revisori D'Agostino, impresa agricola Paolo Colzi, Croce D'oro, Fondazione Opera Santa Rita, Coop 22, Associazione Amici del Santa Rita, Old Dress commercio, Fattoria Ambra, cooperativa agricola di Legnaia, Consorzio Astir,  Coop Ombrone Bisenzio, pasticceria 2esse, Ristora.

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