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Prato, la famiglia Tomada:«Abbiamo venduto ai cinesi perché non c’era intesa sull’affitto»

di Barbara Burzi
Prato, la famiglia Tomada:«Abbiamo venduto ai cinesi perché non c’era intesa sull’affitto»

Rodolfo Tomada ha spiegato alla stampa le ragioni che hanno portato alla decisione di lasciare la gestione dell’albergo Datini di viale Marconi. Garantiti i 21 posti di lavoro

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PRATO. C’è il mancato accordo sul rinnovo del contratto di locazione con la proprietà immobiliare all’origine, a partire dal 1° novembre, del passaggio di gestione dell’hotel Datini dalle mani della società Prathotels srl della famiglia Tomada a quelle della società A.M. Hotels srl composta da imprenditori cinesi di Prato, che arrivano dal pronto moda. La nuova gestione è subentrata,quindi, prima della scadenza del contratto d’affitto che è valido fino al 2019. Rodolfo Tomada e la figlia Rossella hanno spiegato le ragioni di questa scelta nel corso di una conferenza stampa convocata oggi pomeriggio (martedì 5 novembre): «Senza alcuna garanzia che al momento della scadenza il contratto sarebbe stato rinnovato, non potevamo andare avanti - dichiarano - Abbiamo puntato su questo albergo per 12 anni, ma non si può aspettare gli ultimi giorni per prendere decisioni e pianificare gli investimenti».

Che la famiglia Tomada non stesse cercando di cedere la gestione lo dimostra un investimento di 150mila euro per la ristrutturazione di 18 camere all’ultimo piano: dieci quelle già pronte e intitolate ai luoghi storici della città, ad esempio, ci sarà una stanza ispirata al “Castello dell’Imperatore”. La presenza della famiglia Tomada all’interno della struttura alberghiera, tuttavia, proseguirà anche in futuro: Rossella Tomada assumerà un ruolo di consulenza alla gestione e si occuperà di fornire servizi di catering e organizzazione eventi tramite un brand già avviato, di sua proprietà; Filippo Tomada, invece, conserverà un ruolo manageriale all’interno dell’hotel. Una strategia che rientra in un accordo sul personale messo nero su bianco che garantisce il mantenimento degli attuali posti di lavoro ai 21 dipendenti in organico, la maggior parte dei quali ha maturato un’anzianità di servizio di oltre dieci anni.

«Riteniamo che tale accordo sia proficuo per la città - continuano - in quanto l’acquirente ha già programmato un piano di investimenti a completamento di quelli da noi iniziati nel 2012, ed alcune assunzioni oltre a quelle aggiuntive già effettuate». Nelle intenzioni della nuova società cinese ci sarebbe quella di continuare a investire sullo sviluppo della struttura alberghiera: «Non sono soldi che volano via, ma investimenti che restano in città». Intanto la società starebbe lavorando ampliare il mercato cinese. Un’anticipazione: «A metà novembre l’hotel Datini ospiterà una folta delegazione governativa della Repubblica popolare cinese in visita a Prato. Finalmente avremo la possibilità di avere una clientela cinese di fascia medio alta che finora non avevamo mai avuto». La famiglia Tomada, come precisato, resterà alla guida dell’hotel Flora «che intendiamo rinnovare così come l’Apartment house “Al Duomo” nel centro storico».

 

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