Il Tirreno

Prato

Piazza delle Carceri la fine dei lavori slitta a primavera

Gli scavi archeologici e altri inconvenienti faranno rimandare l’inaugurazione che era prevista per Natale

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PRATO. Doveva essere il regalo di Natale per i pratesi e invece toccherà pazientare ancora un po’ prima di poterla girare a piedi, senza l’assillo delle auto e il Castello in formato cartolina sullo sfondo. Fine dei lavori in piazza delle Carceri: tutto rinviato ai primi di marzo. A primavera, insomma, rifiorirà la più bella piazza di Prato, con buona pace di commercianti e residenti che dovranno portare pazienza ancora per un po'. Inizialmente, la tabella di marcia dei lavori ne prevedeva la conclusione il 15 novembre ma una serie di imprevisti che si sono trascinati per 90 giorni ha fatto slittare il calendario. È l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni a illustrare meglio l'’imprevisto durato in tutto 90 giorni: «Più precisamente ci sono voluti 50 giorni per gli scavi archeologici, 20 per la nuova rete del gas, 20 per lavori imprevisti all’antica fognatura. Pensavamo di recuperare con la posa della pavimentazione ma la cava (la pietra di macigno per la copertura arriva da Greve in Chianti, ndr) non può produrre più di 200 metri quadrati a settimana». Se non a Natale, dunque di sicuro a Pasqua piazza delle Carceri risorgerà a nuova vita, più bella e vivibile perché pedonale e liberata dalle auto. Il meteo però ancora non ha fatto i capricci. «Dal momento che la produzione dei posatori è superiore alla produzione della pietra, le giornate di pioggia dovrebbero essere compensate e dunque non dovrebbero accumularsi altri rinvii. E comunque – garantisce Caverni con un occhio di attenzione rivolto verso i commercianti - l'andamento della posa d'opera sarà direzionato verso le abitazioni e i negozi, oltreché verso il monumento, così da liberare presto una porzione consistente di piazza». Gira e rigira, dunque, alla fine con l’ultimo slittamento annunciato i lavori di pedonalizzazione saranno durati all’incirca in tutto un anno. «D’altro canto non si poteva non tenere conto degli scavi archeologici e dell'imprevisto fognatura», osserva l’assssore: nei lavori pubblici esistono degli step ben precisi che vanno rispettati». I commercianti intanto cercano di tenere duro, confortati dall’idea della piazza che verrà. Si dice amareggiato Rodolfo Pacini, titolare del “Piccolo Battello”, che negli ultimi giorni aveva punzecchiato più volte l’assessore su Facebook sull’andamento dei lavori a rilento. «Lo ringrazio per la trasparenza e per la puntualità con cui l’assessore ha spiegato i motivi del ritardo. Ci ho parlato direttamente e mi pare di capire che il problema sia la fornitura delle pietre che allunga la tempistica. Non resta che rassegnarsi, a malincuore: la piazza doveva essere consegnata a ottobre di quest'anno...». Stringe i denti anche Giuditta Fontanelli della sartoria “Via del Teatro” che ha anche un ingresso da via Cairoli oltreché dalla piazza delle Carceri. «Certo, a Natale mi sarebbe piaciuto vederla rifatta ma capisco che dei ritardi possano insorgere nei lavori. Sono comunque ottimista: sarà così bella che ci ripagherà per tanta attesa. Gli affari, fra l’altro, in questo periodo vanno bene: complice la mostra a Palazzo Pretorio e la formula dell’orario continuato che abbiamo adottato da pochi anni, in negozio si registra un bel transito di turisti»

Maria Lardara

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