Il Tirreno

Prato

Prato, balletto sull’inaugurazione del nuovo Pecci

Riccardo Tempestini

Il comunicato del Centro recita: «Taglio del nastro a primavera del 2015». Ma il sindaco rettifica: «Non è vero. Sarà pronto a maggio 2014»

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PRATO. «La nuova ala del museo, progettata da Maurice Nio, sarà presentata alla città in occasione del Festival Prato in Contemporanea nel maggio 2014, un evento organizzato dal Comune  volto a celebrare la vocazione contemporanea della città di Prato. Partiranno in quel momento i lavori di restauro straordinario dei vecchi spazi, le storiche sale espositive, che, finanziati dal Comune e dalla Regione,  saranno ultimati nella primavera 2015, data dell' inaugurazione del nuovo Museo Pecci. E ancora il nuovo direttore avrà dunque l'importante compito di creare l'evento inaugurale oltre a quello di traghettare il centro in questo fondamentale momento di trasformazione». Parole del comunicato stampa che accompagna il bando internazionale per individuare il nuovo direttore del Centro Pecci, in carica per tre anni, rinnovabili per altri 3.

Se il comunicato stampa redatto dal Centro Pecci recita che l’apertura è prevista nella primavera del 2015, il sindaco (e presidente del Pecci) ribadisce che non è così. «Il nuovo museo verrà inaugurato nella prossima primavera, quando tra l’altro non sarò più presidente, perchè passerò la “carica” appena sarà ultimato il nuovo edificio».

Intanto Roberto Cenni conferma anche che la consegna del manufatto è in ritardo perché ancora non è stata montata la copertura del tetto con il materiale in arrivo dalla Germania. E poi Cenni conferma quanto già detto al Tirreno, e deciso del cda del museo nell’ultima riunione: l’organizzazione a maggio prossimo di una mostra sulla collezione permanente del Pecci, nell’ ambito dell’evento del Festival Prato in contemporanea, a cui sta lavorando l’assessorato alla cultura”.

Intanto è fissato l’incontro con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori del museo per presentare loro il piano di riorganizzazione della struttura operativa del Museo per la rimodulazione del personale addetto all’area cultura e territorio, con 11 addetti alla biblioteca, all’ accoglienza e alla sezione didattica.

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