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Pochi volontari Circolo Becagli a rischio chiusura
L’Arci di Poggio ha una situazione debitoria importante e serve qualcuno che vi dedichi un po’ di tempo gratis
POGGIO A CAIANO. Il circolo Arci Becagli è a rischio chiusura. Troppi debiti, troppe spese, poche persone propense a dedicarsi al volontariato a tempo pieno. L'allarme è scattato i primi giorni di ottobre alla prima assemblea dei soci dopo le dimissioni per motivi di salute del presidente Gianluca Giovannini. In quella sede è stato impossibile trovare un sostituto per proseguire l'attività. Di conseguenza l'attuale Consiglio è non esecutivo.
All'ingresso del circolo è stato affisso un eloquente manifesto che avverte del rischio imminente: «Se entro trenta giorni – a partire dal 7 ottobre – non si individuano i candidati operativi per il nuovo consiglio, l'attuale si vedrà costretto allo scioglimento del mandato con la conseguente chiusura del circolo. Chi è interessato si rivolga al consiglio in carica».
Poche parole ma chiare per tentare il tutto per tutto. L'aggettivo “operativi“ attribuito ai candidati è stato sottolineato più volte con un pennarello come a dire che tesserarsi o ricoprire la carica non basta. E' necessario dedicare il proprio tempo alla causa. La situazione del Becagli infatti, è piuttosto critica. A descrivercela, con il suo consueto asciutto pragmatismo, l'ex sindaco di Poggio Silvano Gelli, impegnato alla cassa della pizzeria del circolo per tutto il week and.
«L'alluvione del 1992 e la fine della fede politica hanno avuto un grosso peso nella nostra esposizione debitoria verso le banche. Siamo nell'ordine di diverse centinaia di migliaia di euro. - spiega Gelli - I soci sono un centinaio, ma a coprire i turni della pizzeria nell'arco di un mese saremo al massimo venticinque persone. Ed è vero che la pizzeria è sempre molto frequentata ma le spese sono tante. La cosa migliore sarebbe adottare il volontariato puro come al circolo di Poggetto, ma le dimensioni della struttura e la mancanza di persone a disposizione rendono questa strada quasi impercorribile. Sono lontani i tempi in cui il fine settimana l'operaio e l'impiegato si trasformavano in muratori per sistemare il circolo autotassandosi per pagare il materiale necessario».
L'immenso edificio che sorge in via Soffici è stato costruito alla fine degli Anni Sessanta proprio per ospitare il circolo Arci. Al piano terra il bar pizzeria con saloni per il biliardo e le sfide a carte e a fianco uno spazio all'aperto. Sempre al pian terreno altri locali dove un tempo c'era una ludoteca e ora è ospitata la Pubblica Assistenza L'Avvenire.
Al primo piano, oltre ad un paio di stanze per la sede della sezione Pd di Poggio, c'è un grande salone da ballo che per molto tempo ha ospitato il Backdoors, la famosa roccoteca che richiamava persone da tutta la Toscana. Con la sua chiusura l'ambiente non è più riuscito a trovare una sua identità precisa. Da qualche anno, nei festivi e nel weekend, ospita orchestre di liscio ma i frequentatori non sono che una trentina di coppie. Troppo poche per fare la differenza alla fine del mese. Questo il quadro. Un immobile molto grande ma poco produttivo e anzi, dai costi fissi troppo alti. Una sfida che ha bisogno di idee e di risorse umane per essere vinta.
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