Il Tirreno

Prato

I fiumi tornano a fare paura Ponti chiusi, frazioni isolate

di Maria Lardara
I fiumi tornano a fare paura Ponti chiusi, frazioni isolate

Nel giro di poche ore caduti 130 millimetri di pioggia, pari ad un decimo di quanto piove in un anno Aperta la cassa di espansione di Ponte alle Vanne per ridurre la pressione sugli argini

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Equazione scontata ma non troppo. Si scrive autunno e si legge pioggia, tanta pioggia. Forte e abbondante. Un risveglio amaro per Prato, ieri mattina: presa di mira dall’ennesima bomba d’acqua che, a suon di tuoni e temporali, si è riversata in quantità copiose ieri notte. Così fiumi e torrenti sono immediatamente saliti sopra il livello di guardia: alle 7 il Calice era giunto a 4,5 metri, il Bisenzio a 4 (a Gamberame) e l’Ombrone alle 8.15 aveva superato il livello di guardia all’altezza di Ponte all’Asse (6,10 metri). Non capita tutti i giorni che nell'arco di sei ore un temporale scarichi a terra 130 millimetri di pioggia. «Sui bacini idrogeologici a monte di Bisenzio e Ombrone ha piovuto un decimo di quanto piove generalmente in un anno», è l’analisi dell’assessore provinciale alla Protezione civile Stefano Arrighini che, insieme al collega del Comune Dante Mondanelli, fin dalle prime luci dell’alba ha monitorato la situazione dalla sala della protezione civile coordinata dalla Prefettura, insieme ai sindaci di Poggio a Caiano e Carmignano. Se è vero che il reticolo idraulico alla fine ha retto, per qualche ora si è temuto il peggio, mentre la viabilità della città andava in tilt, soprattutto in prossimità delle scuole. Isolate la frazioni di Iolo e Casale con la chiusura di Ponte alle Vanne (riaperto alle 12) e il ponte dei Bini sul Calice (riaperto alle 16.30), mentre per diverse ore è rimasta impraticabile via Casale e Fatticci. «Abbiamo dovuto aprire la cassa di espansione di Ponte alle Vanne per ridurre la pressione sugli argini», è il racconto dell’assessore comunale alla Protezione civile Dante Mondanelli mentre sul lato pistoiese è stata aperta anche la cassa di Case Carlesi. E se intorno al Calice si è cercato di correre ai ripari sistemando ballini di sabbia sui fontanazzi (sono le sorgenti che si formano per infiltrazione d'acqua sul lato esterno di un argine), sul fronte della sicurezza idraulica non tutto ancora è stato fatto per irrobustire gli argini. Per quanto riguarda il Calice, in particolare, devono ancora partire (siamo in fase di appalto) i lavori di consolidamento sulla riva sinistra nel tratto a valle dell’autostrada, compreso il tratto del canile comunale, a cura del genio civile di Pistoia: opere finanziate della Provincia per un totale di 500mila euro che andranno a coprire il secondo lotto, mentre il tratto in prossimità del Ponte dei Bini è già stato messo in sicurezza. A proposito del canile comunale, fortunatamente il livello d’allerta non è stato tale da far scattare il piano di evacuazione. In mattinata comunque una decina di ospiti a quattro zampe del Rifugio è stata sistemata in stallo presso alcune famiglie di volontari. «Una scelta per precauzione dettata più da un atto d’amore che per reale necessità», sottolinea Mondanelli che ricorda come i lavori di messa in sicurezza della struttura siano in fase avanzata. «Non si esclude l’ipotesi di un riposizionamento del canile che comunque richiede un’area idonea - osserva Mondanelli -. Rispetto al 2009, comunque, quando ruppe l’argine, siamo in una situazione di maggiore sicurezza avendo un piano di evacuazione e di pronto intervento in caso di piccoli allagamenti». Ancora, tra oggi e domani, il meteo sembra non promettere bene.

SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web