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Prato

Fiaccolata a Cafaggio per le vittime di Lampedusa

Fiaccolata a Cafaggio per le vittime di Lampedusa

Don Malinconi ha recitato un passo del Vangelo e letto una preghiera, la testimonianza di Mek Tessema. Deposto un mazzo di fiori da parte di alcune donne

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PRATO. Mentre giungevano gli echi del l'ennesima tragedia della disperazione nelle acque del Mediterraneo, venerdì sera si è svolta, a Prato, una commemorazione spontanea, voluta dalla gente di Cafaggio, per far sentire forte la vicinanza a questi fratelli, ultimi fra gli ultimi. Intorno al monumento ai caduti, nella piazza della Chiesa, tante persone si sono raccolte, senza simboli di appartenenza sociale, religiosa e politica per rendere partecipe tutta una città, spesso assente, a quello che è una piaga che questi anni votati ancora al consumismo non dovrebbero tollerare.

«Don Massimo Malinconi, parroco di Cafaggio e responsabile del Vicariato di Prato Sud, dopo aver letto un passo del Vangelo ha recitato una preghiera - racconta Luca Soldi .- seguito subito dopo dalle parole, dalla testimonianza forte, di una giovane pratese, Mek Tessema che ben conosce quel mondo fatto di disperazione, di miseria e morte. Un mondo che letteralmente costringe le persone a fuggire da terre abbandonate da tutto e da tutti. Successivamente hanno preso la parola il presidente della Provincia Gestri e la Presidente della Circoscrizione Peris che oltre a ringraziare la comunità di Cafaggio per questa iniziativa spontanea hanno ribadito la necessità di un coinvolgimento oltre che materiale anche culturale. Un coinvolgimento che renda evidente la che tutti abbiamo un passato di migranti, alcuni da poche generazioni ed altri da anni che si perdono nel tempo. In una consapevolezza che renda maggiormente comprensibile i fenomeni attuali che spingono ad un vero e proprio esodo interi popoli. La deposizione di un semplice mazzo di fiori da parte di alcune donne appartenenti ad alcuni circoli di Cafaggio ha più concluso il momento di solidarietà ».

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