Il Tirreno

Prato

In bilancio i soldi per acquistare l’archivio di Malaparte

di Giovanni Ciattini
In bilancio i soldi per acquistare l’archivio di Malaparte

Il Comune di Prato è in trattativa con la biblioteca milanese di Marcello Dell’Utri. Il sindaco Cenni: «Confido nel coinvolgimento della Fondazione Cariprato noi comunque ci siamo già attivati»

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PRATO. Il Comune di Prato è seriamente interessato ad acquisire l’archivio dello scrittore Curzio Malaparte che la biblioteca milanese di Marcello Dell’Utri ha messo lo scorso anno in vendita. Per Prato sarebbe un gradito ritorno visto che l’archivio dell’autore di “Maledetti toscani” e “La pelle” venne, a sorpresa, ceduto nel 2009 dagli eredi all’ex senatore Pdl, lasciando di stucco gli allora amministratori del centrosinistra. Causa riorganizzazione degli spazi milanesi della biblioteca, questa la motivazione ufficiale, per i documenti, le lettere e gli scritti di Malaparte non vi sarebbe più posto nella Biblioteca di via del Senato. Lo scorso anno Dell’Utri rilasciò al Tirreno una dichiarazione nella quale si affermava che «se la città è interessata, noi vendiamo tutto alla stessa cifra a cui abbiamo acquistato dagli eredi nel 2009, 700mila euro».

E Prato è molto interessata. La novità arriva dal sindaco Roberto Cenni: «Abbiamo previsto nel bilancio 2013 proprio questa somma - spiega Cenni - perché vogliamo far rientrare il Fondo Malaparte nella città natale dello scrittore. Sono in contatto col presidente Dell’Utri al quale ho chiesto di pazientare ancora qualche mese prima di vendere. Il mio obiettivo è cercare di raccogliere intorno a questo progetto anche altri enti che possano compartecipare all’investimento. Il primo pensiero va naturalmente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Purtroppo ancora non c’è stato il completo assestamento degli organi statutari e quindi non è ancora possibile intavolare questa discussione. Spero che questa possa presto avvenire. Comunque, l’aver accantonato la somma necessaria per l’acquisizione ci è servito per dormire sonni tranquilli. Nel caso che non trovassimo altri sostenitori siamo pronti a riprenderci da soli l’Archivio Malaparte. Un traguardo molto importante per proseguire nel rilancio culturale della città».

Il sindaco Roberto Cenni ha anche già immaginato una sede dove collocare il Fondo malapartiano. Ma al momento preferisce non parlarne. Un anno fa si era ipotizzato che potesse trovare posto nella biblioteca Lazzerini.

 

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