Meteo
Notte di allegria nonostante la pioggia
Nella prima serata c’è stato tempo per la sfilata dei carri dei quattro rioni ma il Palio dei ciuchi è saltato
CARMIGNANO. Bianco, celeste, giallo o verde? Cinque giudici, gente d'arte e di teatro, mai di Carmignano né di Prato, si sono già pronunciati e i loro verdetti sono chiusi in cassaforte. Gli altri dieci lo faranno dopo la seconda e terza sfilata, quando il tempo lo permetterà (quella di ieri sera è stata rinviata a sabato prossimo). Altrimenti tutto sarà rinviato alla prossima settimana. Venerdì il San Michele 2013 è sceso per la prima volta in piazza, con quel suo 'teatro in strada' che dagli Settanta è la festa del patrono, quel teatro corale e spontaneo (mai improvvisato) - con mille figuranti, bambini di pochi mesi ed anziani fino a novant'anni - che racconta Carmignano ed è una sfida avvincente tra quattro contrade. Mezz'ora a testa, fin oltre mezzanotte e mezzo. Senza palio dei ciuchi, rinviato per l'asfalto bagnato. Minacciava pioggia venerdì (e un po' d'acqua l'ha fatta), ma in tanti hanno scalato il Montalbano, scaldati dall'inossidabile Stefano Fatighenti, speaker del San Michele da 33 anni. E come sempre è stato uno spettacolo trascinante, anche se la prima sera è un po' una prova generale per tutti. Scorrono le istantanee: il quadro delle rondini in volo dei bianchi, la nave etrusca e il grande incensiere dei celesti. Ripensi all'emozionante carro dei verdi con i partigiani morti nel sabotaggio di Poggio alla Malva o al racconto ben sceneggiato dei gialli, il rione che non vince dal 1971 ma continua a crescere. I celesti, protagonisti con i bianchi degli ultimi diciotto anni, hanno scelto e romanzato la storia di un antico principe etrusco che ha lasciato a Carmignano bianchi avori incisi, un nero incensiere e una raffinata coppa in vetro turchese. I bianchi hanno reso un tributo a Gino Balena, il 'regista' ed artista che negli anni Settanta ha rivoluzionato la festa: un viaggio tra emarginati e rifiutati dove la diversità diventa opera d'arte. Il verde, vittorioso l'anno scorso dopo diciassette anni, si è presentato col fresco racconto - di una maestra agli alunni - di Bogardo ed Arrigo ragazzi, Bogardo Buricchi il partigiano e Arrigo Cecchi il podista e giornalista. Una storia sull'amicizia. I gialli hanno raccontato della Misericordia del paese, seri e a tratti ironici. Azzardare chi potrebbe vincere è arduo. La giuria ha paletti stretti: 5 punti al primo e 3,2 e 1 agli altri, senza pari merito. Così il compito a volte si fa ancora più difficile e ingrato.
GUARDA LA FOTOGALLERY
E COMMENTA
WWW.ILTIRRENO.IT/PRATO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
