Il Tirreno

Prato

I cinesi consumano anche in tempo di crisi: dibattito infuocato

di Paolo Nencioni
I cinesi consumano anche in tempo di crisi: dibattito infuocato

I ricercatori spiegano a Prato come cresce il ceto medio orientale in un’Italia che non è più attraente per chi sta a Wenzhou. Duro botta e risposta tra Milone e l’imprenditore Angelo Ou. L’assessore: «La vostra ricchezza nasce dall’evasione». «Offensivo parlare di mafia, una forma di criminalità per la quale gli italiani sono famosi nel mondo»

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PRATO. Nella comunità cinese sta crescendo un ceto medio di commercianti e consumatori, e l’Italia non più così attraente per i cinesi che progettano di costruirsi un futuro all’estero. Sono due degli spunti emersi nel corso del convegno “Fortunatamente vendo ai cinesi” nell’auditorium della Camera di commercio, l’occasione per presentare i risultati dello studio “Vendere e comprare. Processi di mobilità sociale dei cinesi a Prato”, realizzato da Fabio Berti, Valentina Pedone e Andrea Valzania su incarico dell’Osservatorio sociale regionale.

Una giornata di studio che si è proposta di sfatare alcuni luoghi comuni sui cinesi e nel corso della quale non sono mancati momenti di frizione tra i relatori e l’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone, protatonista di un botta e risposta con l’imprenditore Angelo Ou e il giornalista di Repubblica Riccardo Staglianò.

Il sociologo Valzania spiega come cresce il ceto medio cinese

Illustrando la sua ricerca, Fabio Berti ha spiegato che all’inizio dell’immigrazione cinese a Prato, e in parte anche oggi, gli operai orientali non guardavano ai datori di lavoro come sfruttatori, ma come modelli da imitare, un po’ come gli operai pratesi negli anni Sessanta. Ora però anche i confezionisti sentono la crisi e per questo molti cinesi hanno deciso di aprire negozi come alternativa al lavoro dipendente.

Valentina Pedone ha aggiunto che oggi l’Italia non è più la terra promessa per chi progetta un futuro all’estero partendo dalla Cina. «Quando torniamo in Cina e ci paragoniamo agli altri a volte ci sentiamo amareggiati - ha detto il titolare di un negozio di erboristeria intervistato dai ricercatori - Non ce la sentiamo di alzare lo sguardo perché ci guardano dall’alto».

Andrea Valzania si è concentrato sui consumi, spiegando che il nuovo cento medio è composto da consumatori anticiclici, cioè che comprano anche in momenti di crisi, e rappresentano già oltre il 5% del fatturato degli alimentari nella grande distribuzione e del 25% nei prodotti per l’infanzia (dati confermati da Francesca Gatteschi, di Unicoop Firenze, impazziscono per le promozioni e sono grandi consumatori di anguille). E dunque, secondo Valzania, si assiste a un maggiore radicamento, a una maggiore visibilità sociale e a una maggiore interazione con gli italiani.

Fin qui tutti d’accordo. Poi è intervenuto l’assessore Milone e ha dato fuoco alle polveri. «Guardiamo anche l’altra faccia della medaglia - ha detto Milone - Guardiamo all’origine della ricchezza dei cinesi, in gran parte frutto dell’evasione fiscale e contributiva». L’assessore ha citato l’ultimo controllo della Finanza (31 lavoratori a nero, di cui uno solo clandestino) e i risultati dello screening sulle ultime 100 aziende cinesi controllate: «Di queste, 46 hanno dichiarato un bilancio in perdita, le altre utili di 10.000/12.000 euro. Se non è evasione questa... Come fa un cinese che dichiara redditi per 5.000 euro a prendere a leasing auto da 40.000? Se mi presento io mi danno una Mazda. Seguendo questa logica, anche le nostre mafie producono ricchezza».

L'assessore Milone polemizza con l'imprenditore Angelo Ou

Un’affermazione questa che ha provocato la dura risposta dell’imprenditore Angelo Ou. «Non capisco che cosa ci fa qui un assessore alla Sicurezza - ha detto - E quanto ai finanziamenti, stia tranquillo, le finanziarie non sono distratte, garantiscono solo chi può pagare i prestiti ricevuti. E’ offensivo parlare di una forma di criminalità per la quale gli italiani sono famosi nel mondo». Quando l’imprenditore ha citato le parole del colonnello Marco Defila della Finanza («I cinesi evadono quanto gli italiani») Milone ha abbandonato per protesta la sala, mentre il giornalista Staglianò aggiungeva: «Le do una notizia: gli italiani sono grandi evasori». Un fuori programma che ha rianimato il dibattito.

L'assessore Milone invita a guardare l'altra faccia della medaglia

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