Il Tirreno

Prato

Tragedia di via Ciulli, costituite le parti civili

di Pasquale Petrella
Tragedia di via Ciulli, costituite le parti civili

Gli avvocati Tommaso Magni e Marco Occhipinti si sono costituiti parte civile per conto dei familiari delle tre donne orientali annegate nel sottopasso. Prossima udienza il 21 ottobre

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PRATO. Prima udienza di “studio” ma non di decisione davanti al giudice Silvia Isidori dove è stata presentata la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo per quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte delle tre donne orientali nel sottopasso di via Ciulli. Per quella tragedia, avvenuta il 5 ottobre del 2010, il sostituto procuratore della Repubblica di Prato,

Lorenzo Gestri, ha chiesto il rinvio a giudizio per Lorenzo Frasconi, dirigente del servizio Mobilità e protezione civile del Comune, per Stefano Caldini, 58 anni, all’epoca direttore dei lavori del sottopasso per conto di Italferr, per Paolo Berti, dipendente di Trenitalia e per Sandro Gensini, direttore di Asm.

In questa prima udienza hanno proposto le loro istanze il pubblico ministero, Lorenzo Gestri e gli avvocati Tommaso Magni, in rappresentanza di sei familiari - che vivono in Cina -di due delle donne decedute e Marco Occhipinti in rappresentanza del marito della terza donna deceduta nel sottopasso.

Il giudice Silvia Isidori, dopo aver ascoltato pm e avvocati delel aprti civili ha rinviato l’udienza al prossimo 21 ottobre per ascoltare gli avvocati difensori dei quattro indagati, riservandosi di decidere in quella data per il rinvio o meno a giudizio degli indagati, semprechè la discussione degli avvocati difensori rientri entro certi tempi altrimetni potrebbe far slittare la decisione ad una terza udienza.

Nel frattempo il Comune ha finalmente deciso di fare i lavori per la messa in sicurezza del sottopasso di vai Ciulli e di riaprirlo. La data prevista è pe ril 15 novembre.

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