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Con Città Forte un centrodestra alternativo a Cenni

Con Città Forte un centrodestra alternativo a Cenni

PRATO. Deve ancora decidere se ricandidarsi, ma Roberto Cenni da qualche giorno ha da fare i conti con l'organizzazione, in vista delle ammministrative di primavera, di un centrodestra alternativo....

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PRATO. Deve ancora decidere se ricandidarsi, ma Roberto Cenni da qualche giorno ha da fare i conti con l'organizzazione, in vista delle ammministrative di primavera, di un centrodestra alternativo. Probabilmente ostile. È quello della “Città Forte” associazione presentata al venerdì sera nella sede della circoscrizione Centro). Presidente è l'imprenditore Giacinto Gelli, ideatore il consigliere ex Pdl ed ex Fli Riccardo Bini. Lo sbocco, neanche tanto nascosto aldilà di quel minimo di diplomazia richiesto dal tempo che ancora manca dall'inizio ufficiale della campagna elettorale, è la costruzione di una lista civica con un'identità antitetica al sindaco, composta da segmenti di società ben definiti: partite Iva, liberi professionisti nella dimensione sociale e in ambito politico unendo l'arco di opposizione del consiglio comunale di Bini e dei tre membri del gruppo degli Indipendenti per Prato (Banchelli, Innaco e Gestri).

Gli abboccamenti vanno avanti quotidianamente e potrebbero conoscere un esito positivo già l'8 di novembre, in occasione della tavola rotonda promossa dall'associazione per raccogliere le idee per amministrare Prato nel quinquennio che verrà. L'ambizione a quel punto per la Città Forte sarebbe di mettere insieme rappresentanti delle associazioni di categoria e del mondo produttivo con quel centrodestra disilluso da Cenni. Con un filo conduttore che sembra essere in grado di fare da sintesi: le partecipate. Il candidato sindaco più accreditato di questa avventura è proprio Bini, che sul nodo della discontinuità nella gestione di Asm e Consiag ha incentrato la sua attività da consigliere nell'ultimo mandato. «Vogliamo coniugare i valori etico-religiosi con le idee liberali e coniugarle con la solidarietà. Sulle partecipate sono stati spesi molti soldi inutili - spiega Gelli - ma a noi piace parlare anche del patto fra lavoratori e imprenditori che un tempo consentiva a Prato di determinare i termini dei contratti nazionali nel tessile in ragione della sua supremazia». Il richiamo al passato può, però, combinarsi con una sfida ai tabù attuali dei moderati a Prato: ad esempio, sull'inceneritore. Con un'apertura fatta venerdì dal vice-presidente dell'Unione Industriali, Riccardo Matteini Bresci ospite e, al momento, non aderente all'associazione: «Il termovalorizzatore può garantire l'energia alla città come già succede a Imola».

Carlandrea Poli

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