Raddoppio della Declassata a Prato, la Regione: “Mai remato contro Prato”
L’assessore regionale alle Infrastrutture risponde alle accuse del senatore Pdl Riccardo Mazzoni e del sindaco Roberto Cenni. E’ il capogruppo della circoscrizione Centro Gabriele Bosi a dire “grazie” per i soldi del governo e a chiedere che però si realizzi il tunnel
PRATO. "E' assolutamente privo di fondamento affermare che la Regione Toscana remi contro un'opera quale il nodo viario del Soccorso. I fatti parlano da soli e questa opera è stata inserita già nel 2011 nell'accordo quadro generale tra il Governo e la Regione Toscana". Questo quanto intende sottolineare l'assessore alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, in relazione a una presa di posizione del senatore Pdl Riccardo Mazzoni che, tra le altre cose, ha sostenuto, a proposito del raddoppio, che il presidente della Regione "sta facendo di tutto perché il finanziamento non arrivi". Una convinzione, quella del “remare contro” della Regione espresse anche dal sindaco Roberto Cenni: “La Regione - ha affermato -non ha certo sostenuto le priorità di Prato nell’incontro con il ministro Lupi”.

(Sottopasso di via Roma a sinistra come è oggi a destra come diventerà. Rendering degli ingegneri)
L’approvazione del progetto definitivo da parte della giunta del raddoppio del Soccorso in sopraelevata, il finanziamento in arrivo dal governo (15 milioni su 21 e 500mila euro necessari alla realizzazione) hanno scatenato la reazione dei cittadini e dei comitati che il raddoppio lo vogliono ma con l’interramento. E’ il capogruppo Pd della Circoscrzione Centro Gabriele Bosi a dire “grazie” per i soldi in arrivo ma se l’opera si deve fare va fatta interrata.
“Come Centrosinistra - scrive Bosi - abbiamo sempre ribadito l’importanza strategica, per la città ma non solo, del raddoppio della Declassata al Soccorso; abbiamo allo stesso tempo sempre considerato positivo ogni tentativo di ottenere finanziamenti da Roma per questa opera importante, qualunque fosse il governo in carica in quel momento. Critichiamo invece la scelta operata da questa giunta in favore del progetto del viadotto, una delle tante modalità possibili di realizzare il raddoppio della Declassata”.
“Si tratta di una scelta sbagliata perché l’intervento che si intende realizzare non è soltanto di natura viaria - continua - ma anche urbanistica e architettonica; un’amministrazione responsabile dovrebbe quindi guardare sia alla efficienza dell’infrastruttura, sia alla sostenibilità del suo impatto in quartiere caratterizzato da una impressionante densità abitativa unita a una carenza evidente di servizi e spazi pubblici per i cittadini. Quello del viadotto, come ribadito anche dall’Ordine degli architetti e dai residenti del quartiere, è il progetto peggiore da questo punto di vista; guardando infatti alla forte problematica di degrado che attanaglia il quartiere già ora, non è difficile immaginare cosa potrà diventare lo spazio sottostante il cavalcavia che dividerà in modo indelebile due parti della città”.
E ancora: “Capisco l’esigenza da parte della giunta di “portare a casa” il finanziamento dell’opera prima delle prossime elezioni amministrative, ma le scadenze della politica non sono sempre il metro utile per pensare e intervenire sulla città: sarebbe necessaria una maggiore lungimiranza che non guardi soltanto alle imminenti elezioni ma alla qualità e vivibilità del nostro territorio, dove vivranno le prossime generazioni. E non si parli di costi minori del viadotto, visto che la Giunta non ha neanche preso in considerazione un progetto di interramento come quello elaborato dall’ingegner Ciatti, che prospettava costi pienamente sostenibili”.
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