Il Tirreno

Prato

Ecco il sistema per arginare la piaga dei furti di biciclette

di Paolo Nencioni
Ecco il sistema per arginare la piaga dei furti di biciclette

Un’azienda di Brescia da anni vende ai Comuni del nord un kit per marchiare il telaio e gestisce il Registro italiano bici, consultato dalle forze dell’ordine

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PRATO. Mettere un argine ai furti di biciclette potrebbe essere più facile di quanto si pensa. Il furto della bici di don Natale Re, parroco a Montemurlo, ha riacceso i riflettori su un’autentica piaga che da anni affligge i ciclisti pratesi. Già sei mesi fa, interpellato dal Tirreno, il vice sindaco Goffredo Borchi disse che il Comune stava pensando a un sistema di punzonatura per rendere più difficile il lavoro dei ladri. Pochi giorni fa lo stesso Borchi ha ripetuto lo stesso concetto, e cioè che a metà settembre potrebbe esserci un incontro con un’azienda del Nord per mettere a punto un sistema di identificazione delle biciclette. Sembra dunque che nulla si sia mosso nel frattempo.

In realtà il sistema c’è già ed è anche collaudato. E’ quello ideato da una società bresciana, la EasyTrust, una di quelle che lavorano nel settore. Non si tratta di una vera e propria punzonatura, ma dell’applicazione di un adesivo indelebile antieffrazione che, collegato al numero di telaio (molto difficile da togliere) permette di collegare un mezzo al suo legittimo proprietario. «E’ un adesivo automarcante - spiega Claudio Pasinelli, amministratore della EasyTrust - Se lo si toglie resta la traccia ed è molto evidente».

Il sistema funziona se abbinato al Registro italiano bici, dove sono registrati i nomi dei legittimi proprietari. Non sembra un’utopia, se è vero che il Registro contiene già più di centomila biciclette e viene consultato fin dal 2007 in modo rapido e sicuro dalle forze dell’ordine, soprattutto nel Nord Italia. EasyTrust lavora già con più di trenta Comuni tra cui Brescia, Parma, Modena, Reggio Emilia, la Provincia di Milano, Udine. Solo a Modena (la fonte è l’azienda) sono state “targate” oltre 24.000 bici e sempre in base ai numeri dell’azienda bresciana, tra il 2008 e il 2012 sono aumentati del 46,3% i furti di bici anonime, a fronte di un aumento del 26,7% di quelle “targate”, che vengono ritrovate molto più facilmente di quelle anonime. In provincia di Cremona, ad esempio, sarebbe stato ritrovato il 32% delle bici “targate” a fronte di un misero 0,9% di quelle anonime.

Il kit per registrare le bici costa 9,90 euro (valido per 3 anni e rinnovabile per altri tre con 4 euro) ma ai Comuni viene venduto con uno sconto del 40%. E dunque anche il Comune di Prato potrebbe investire qualche migliaio di euro per distribuire i kit, lasciando poi al mercato la diffusione del sistema. In altre regioni lo stanno già facendo e sembra che il sistema funzioni. A Prato potrebbe essere il classico uovo di Colombo.

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