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«Io non svapo più» sigarette elettroniche già in piena crisi
La nuova tassazione ha spinto alcuni negozi a chiudere e i superstiti si sono visti dimezzare gli incassi
PRATO. “Io svapo” era diventato il leitmotif di quanti avevano detto addio alle classiche bionde per affacciarsi al mondo delle sigarette elettroniche. Ora, però, tira aria di tempesta nel settore in vista della tassazione del 58,5% che lo Stato prevede su questo prodotto. E, con il nuovo balzello, i negozi di sigarette elettroniche potrebbero chiudere. Questo vuol dire persone che si ritrovano senza un lavoro. E’ il caso di Lorenzo Lombardo che a febbraio dopo tanti mesi passati a casa senza trovare un’occupazione c’era finalmente riuscito. E che ora è preoccupato per il suo futuro. «Con la nuova tassazione andare avanti sarà dura e non voglio nemmeno immaginare di ritrovarmi a casa». E’ arrabbiato Lorenzo, sa cosa vuol dire vivere ogni giorno con la speranza di trovare un minimo di stabilità che una volta raggiunta sparisce come una bolla di sapone. Occupazione la sua che era iniziata dopo essere diventato cliente di un negozio di E-cig. A febbraio è stata inaugurata la “Tabaccheria digitale” in piazza Ciardi e lì è stato preso. Lombardo non è d’accordo sulla tassazione, o almeno non lo è sulla batteria della sigaretta elettronica e sul vaporizzatore, sul liquido tutto sommato dice che potrebbe anche andare bene. «Se tassano la batteria della sigaretta elettronica – commenta - allora andrebbe tassata pure quella del cellulare». Per quanto riguarda i prezzi ci sarà un notevole aumento: una batteria che adesso costa 20 euro con la nuova tassa arriverà a circa 31 euro ed il vaporizzatore da 8 costerà 12 euro.
A Prato nel giro di poco tempo hanno aperto tanti negozi di sigarette elettroniche ma adesso un paio hanno già terminato l’attività come “Smookiss Planet” di via Magnolfi. Fra i primi ad arrivare in città ci sono stati “Ventriquattrore self video” in via del Serraglio e “Svapo’” in piazza Duomo. Michele Corsini gestisce quest’ultimo negozio e vede come all’inizio le cose andavano bene «Poi complice la concorrenza e una campagna mediatica contro la sigaretta elettronica le vendite sono dimezzate», spiega. Per Corsini lo sbaglio è equiparare le sigarette elettroniche alle bionde. «Da una parte c’è vapore, da un’altra fumo – precisa – e sono due cose ben diverse. Con la nuova tassazione prevista non c’è futuro. Una ricarica di liquido che oggi si paga 6 euro sarà quasi raddoppiata così come un modello base di E-Cig che da 35 euro arriverà a 70. Queste sono attività per piccoli imprenditori che finiranno per chiudere. E i numeri di quanti hanno deciso di terminare l’attività sono alti».
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