Il presidio
Il verde? Bello ma non sempre tenuto come dovrebbe essere
PRATO. Frequentare alcuni giardini di Prato proprio non invoglia; erba secca, mancanza di arredo urbano, sporcizia, lampioni rotti. Questo il panorama che spesso accoglie chi è in cerca di un posto...
PRATO. Frequentare alcuni giardini di Prato proprio non invoglia; erba secca, mancanza di arredo urbano, sporcizia, lampioni rotti. Questo il panorama che spesso accoglie chi è in cerca di un posto all'ombra dove leggere un libro o fare due chiacchiere con gli amici.
Eppure sono tanti gli spazi verdi, a volte collocati in angoli bellissimi della città, come ad esempio alla Sacra Famiglia, svariati ettari di terreno degradante con olivi sparsi ovunque, ma la maleducazione dei ragazzi che tutte le sere si ritrovano lì, ha devastato l'anfiteatro, pieno di scritte comprese alcune bestemmie, distrutto i lampioni utilizzati come bersagli e sparso frammenti di bottiglie sui vialetti. La scorsa notte è stato anche acceso un falò rischiando di far prendere fuoco a tutti i giardini, visto la secchezza del prato. Eppure a una prima occhiata la parte dove ci sono i giochi per bambini appare confortevole; giostre e scivoli in buono stato, olivi curati e cestini della spazzatura integri. I residenti si lamentano per il rumore, spesso fino alle 4 del mattino e la quantità di bottiglie e rifiuti che ogni mattina ricopre il prato.
Degrado per incuria nei giardini di via Salvemini, zona Pietà; un cartello appoggiato da anni sul marciapiede indica un'area verde attrezzata per bambini, ma in realtà ci sono solo due tristi altalene contornate da quello che, in tempi migliori, era stato un sentiero lastricato.
Proseguendo la via crucis si arriva ai giardini sul retro della stazione; bottiglie rotte e abbandonate per terra, rami degli alberi ciondoloni, erba, quella ancora verde, alta e incolta, panchine rotte dove chi volesse sedersi sicuramente rischierebbe di trovarsi una scheggia conficcata nella coscia. Arrivando in piazza della stazione il colpo d'occhio è meraviglioso; tanto verde, alberi secolari, ma tutto lasciato all'abbandono, soprattutto la parte verso lo stadio, un tempo adibita ad area giochi e ora contraddistinta da cumuli si spazzatura abbandonata, lampioni che la notte non si illuminano e quattro panchine disposte a cerchio dove sarebbe difficile potersi sedere. Eppure alzando gli occhi al cielo sembra di stare in una cattedrale verde.
Non va meglio in viale della Repubblica, vicino alle scuole Pier Cironi e nei giardini di via Curtatone dove furono uccisi due senza tetto. Forse proprio per quel triste ricordo lo spazio verde trasuda un'aria cupa; i giochi sono deserti e il passaggio che porta in via San Fabiano mette disagio soltanto a guardarlo soprattutto la sera. Neppure le antiche mura riescono a stemperare questa sensazione.
Alessandra Agrati
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