Il presidio
La piazza del libero sesso
Al Mercatale si adesca in bicicletta o sulla panchina
PRATO. Non vestono abiti succinti e di primo impatto non si direbbe che fanno il mestiere più antico del mondo. Sono ragazze cinesi, ma spesso anche donne con qualche anno in più, che vendono il loro corpo. Un business che sembra non si riesca a fermare. Una delle aree più trafficate è quella di piazza Mercatale. Nemmeno il montaggio delle tribune per il “Settembre pratese” e i vari stand hanno fatto desistere le “signorine”. Anche ieri mattina alcune di loro erano sedute sulle panchine in attesa di clienti. Il metodo per attirarli è sempre lo stesso. Una scusa banale come chiedere l’ora (indicando l’orologio dato che l’italiano non lo parlano), poi subito la tariffa della prestazione (frase che, invece, sanno dire).
Sono dotate di bicicletta ed invitano l’uomo a seguirle presso la propria abitazione, di solito nei paraggi, dove viene consumato l’amplesso. Da un po’ di tempo anche piazza Ciardi è diventata teatro della prostituzione, sempre cinese.
La sera intorno alle venti ecco che arrivano due-tre orientali che si offrono a cifre che possono arrivare ad un massimo di trenta euro. I pratesi pare abbiano fatto il callo a questo fenomeno e non ci vuole molto a capire che quelle donne sono lì in attesa. Ieri mattina in via Giacomo Matteotti, a due passi dalla stazione centrale di Prato, c’erano alcune ragazze, ognuna su una panchina diversa.
Bastava guardarle un po’ più insistentemente o avvicinarsi che prontamente si alzavano e ti venivano incontro.
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