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La centrale del 118 di Prato trasloca a Firenze in settembre

La centrale del 118 di Prato trasloca a Firenze in settembre

Le perplessità di Fabio Baldi del Centro per i diritti del malato: “Così si perdono le conoscenze del territorio che garantiscono l’arrivo sull’emergenza in tempi brevi”. Il Centro ha chiesto l’istituzione del numero unico europeo ma la Regione ha risposto picche

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PRATO. Voci che girano nell’ambiente Asl: la centrale unica del 118 entrerà in funzione entro settembre a Firenze. Una notizia, anche per Prato. La sede sarà quella già conosciuta: l’Iot, l’Istituto ortopedico traumatologico sul viale che porta a piazzale Michelangelo, che ospiterà la struttura di area vasta che servirà Firenze, Prato, Empoli e Pistoia. La struttura esiste ed è in funzione ma è stata profondamente ristrutturata: 600 metri quadrati, 32 postazioni per gli operatori con uffici e spogliatoi, un aula da 96 posti per formazione e aggiornamento, antisismica, costo oltre 4 milioni di euro.

“Una struttura così grande e un investimento così importante - commenta il presidente del Centro per i diritti del Malato Fabio Baldi - non è stata pensata, di sicuro, solo per Firenze”. Che il 118 da Prato stesse per traslocare ormai era cosa nota. Meno conosciuti i tempi. “Una decisione - afferma Baldi - quella di unificare le centrali del 118 per maxi aree (in Toscana saranno 3 ndr) che abbiamo contestato da fin da subito. Il rischio è che si perdano quelle conoscenze del territorio che solo gli operatori che lavoro e vivono a Prato sono in grado di garantire per far arrivare le ambulanze sulle urgenze nel minor tempo possibile”.

La battaglia del Centro per i diritti del malato però non si ferma alle critiche. La proposta avanzata all’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni è stata quella di “cogliere l’occasione della ristrutturazione del 118 - spiega Baldi - per attivare anche in Toscana il numero unico per le emergenze, il 112, come stabilisce una direttiva europea, applicata in numerosi Pesi a partire dalla Germania”.

Un’idea - secondo Baldi - che davvero potrebbe semplificare e rendere meno costoso il servizio: in un'unica centrale sarebbero riuniti forze dell’ordine, polizia municipale, vigili del fuoco, ambulanze, forestale, guardia di finanza pronti a intervenire sulla base del titpo di segnalazione ricevuta. “Una semplificazione vera - continua Baldi - sia per il turista che viene nelle nostra regione che avrebbe da comporre un solo numero, sia per gli anziani che invece oggi sono costretti a tenersi a mente troppi numeri di telefono da utilizzare in caso di necessità. Inoltre la centrale rimarrebbe sul territorio”. Baldi ha anche scritto all’assessore regionale già un anno fa chiedono che si tenesse in considerazione la proposta, ma la risposta non è stata quella sperata. “In questo modo - conclude Baldi - abbiamo perso un’occasione vera”.

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