Il Tirreno

Prato

Il centro: così bello, così tenuto male

Il centro: così bello, così tenuto male

Un piccolo viaggio tra le magagne della città, tra buche, graffiti, sporcizia, fontane vuote. E tanta maleducazione

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PRATO. Si parte dalle piccole cose per fare quelle grandi. Ed a volte basta poco per offrire un’immagine migliore. Abbiamo fatto un giro per il centro di Prato per capire cosa non va.

Tutto sommato il quadro che ne emerge non è così sconfortante, ma ci sono alcune brutture che basterebbe poco per farle sparire, considerando che alcune di queste oltre che ad non essere uno spettacolo per gli occhi costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica. C’è chi comunque non ne può più e ha pensato di modificare il messaggio di benvenuto sul totem davanti al Caffè “Chocolat” di fronte la stazione di Porta al Serraglio in “Prato città del degrado”. Ma dopo l’articolo pubblicato ieri dal Tirreno la modifica posticcia è stata rimossa. Il termine degrado racchiude l’esasperazione dei residenti e dei commercianti alle prese continue con episodi di microcriminalità. Fatti che si potrebbero snocciolare come un rosario. Spaccio di droga a tutte le ore del giorno e della notte, come in piazza Ciardi o sui binari della stazione del Serraglio, tossicodipendenti che fanno uso di sostanze davanti alle abitazioni. È di poco tempo fa la brutta avventura capitata ad una signora che mentre con una mano spingeva un passeggino con l’altra teneva il cellulare che gli è stato rubato in via Magnolfi. O quella di una turista che mentre passeggiava in centro si è vista strappare la collanina. Di due giorni fa il tentato furto di bici in via Cavallotti.

Piazza Ciardi. Il giardino è pieno di foglie e avrebbe bisogno di una ripulita così come la fontana dove galleggiano, fra le altre cose, un piccione senza vita e una mezza anguria. Da mesi ai pannelli pubblicitari collocati lungo un angolo della piazza è ancorata quello che rimane di una bicicletta.

Via dell’Angiolo. Il muro della ferrovia si sta sbriciolando e i residui che cadono sono ben visibili lungo il marciapiede della strada. Via del Serraglio. Arrivando da piazza Ciardi, nel primo tratto di via si nota una pavimentazione sconnessa e con le basole che hanno ceduto creando un dislivello che potrebbe essere rischio di cadute.

Piazza S. Agostino. E’ sicuramente uno degli angoli più belli di Prato. Una piazza riqualificata qualche anno fa che per essere nel pieno dello splendore avrebbe bisogno solo di qualche accortezza. Dalla fontana davanti la chiesa l’acqua non zampilla più da tempo ed a terra ci sono troppi mozziconi di sigarette. Forse la presenza di qualche portacenere eviterebbe la sporcizia. Un sasso è in prossimità di un tombino e la sua rimozione non sarebbe poi così difficile. All’inizio della piazza c’è un paletto che probabilmente reggeva il cartello con il nome della zona. Ma la targa è sparita. All’angolo con piazza S. Elisabetta il segnale indicante il divieto di sosta finito in fondo al sostegno.

Piazza Duomo. La fontana del “Papero” è senza acqua.

Piazza del Collegio. Davanti al Convitto Cicognini le due rastrelliere per le bici sono preda dell’erba e in una di queste è rimasta una ruota di una bicicletta fissata con un catenaccio. Due transenne sono da una parte motivo.

Piazza S. Francesco. Le strisce per i parcheggi riservati ai motorini sono scolorite e la pavimentazione davanti la statua in onore di Garibaldi necessita di qualche intervento. Cartelli imbrattati da scritte spray.

Piazza S. Maria in Castello. Sampietrini rotti e pavimentazione che in alcuni punti ha ceduto, con ogni probabilità sotto il peso dei mezzi.

Via Cairoli. Venendo da piazza del Comune, sul lato sinistro della strada ci sono alcune pietre messe da una parte in prossimità dell’ingresso di un’abitazione.

Viale Vittorio Veneto. Le aiuole, sul lato sinistra del viale in direzione stazione, sono completamente invase da cartacce, bottiglie, brik di vino vuoti oltre a tanta sporcizia.

Azelio Biagioni

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