Il presidio
Sori, decurtate le buste paga dei dipendenti
Sospesa l’erogazione degli aumenti contrattuali e trattenute le somme versate nei mesi precedenti
PRATO. Buste paga pesantemente decurtate ai dipendenti della Sori.
La società a capitale interamente pubblico che si occupa di riscossione tributi per il Comune di Prato e di altri Comuni della provincia, ha deciso l'applicazione di norme, che i sindacati definiscono «contraddittorie e poco chiare», contenute nella Spending Review.
«Ciò comporta per i lavoratori - spiegano Massimo Logli della Fp Cgil e Alessandro Mazzoni della Fit Cisl - una decurtazione della retribuzione, riportandola ai valori del dicembre 2011».
Ma non è tutto: «La cosa più grave - aggiungono i due sindacalisti - è che si chiede ai lavoratori la restituzione in quattro mesi dello scatto contrattuale del 2012 ed altri istituti contrattuali legati a questo calcolo, come lo scatto parametrale, lo scatto di anzianità ed altro». La decisione della Sori giunge dopo che nei primi mesi dello scorso anno c’erano stati degli incontri nel corso dei quali il consiglio di amministrazione aveva informato i sindacati della decisione di sospendere gli aumenti contrattuali in via cautelativa, in attesa di chiarimenti sulla norma.
«Nei mesi successivi - aggiungono Logli e Mazzoni - e dopo i vari interpelli al ministero e alle Associazioni di categoria sono arrivate risposte che in sostanza non chiariscono la legittimità della decisione assunta da Sori».
Nei giorni scorsi si è verificato, poi, «un atto, grave e unilaterale, consumato senza alcun preavviso»: è stato infatti comunicato ai dipendenti tramite email il giorno di paga, il 27 luglio, che si sarebbero verificate pesanti decurtazioni.
«Ci siamo attivati da subito ma senza trovare nessun interlocutore (gli Amministratori hanno ben pensato di andare in vacanza) ed il 27 agosto in busta paga c'erano già i recuperi di quanto percepito e regolarmente stabilito dal contratto di lavoro».
Questo atteggiamento, concludono Massimo Logli e Alessandro Mazzoni, è «inaccettabile e nei prossimi giorni saranno attivate manifestazioni e proteste che, inevitabilmente, comporteranno dei disservizi dei quali ci scusiamo con la collettività ma di cui non ci sentiamo assolutamente responsabili. I veri irresponsabili sono ancora in vacanza».
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