Il Tirreno

Prato

Galleria, un muro di gomma

Galleria, un muro di gomma

Ingresso sbarrato, sito internet oscurato: la Bpv continua a tacere

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Galleria degli Alberti è uno dei tesori di Prato, ma è chiuso. Le 60 opere rinascimentali custodite al suo interno sono un tesoretto di cui la città si è sempre fatta vanto, ma continua a non essere accessibile al pubblico.

Avete intenzione di visitarla? Mettiamo che vi troviate a Prato. E mettiamo che siate un cittadino o un turista. Non importa a che titolo vogliate vederla. Ciò che conta è una cosa sola: preparatevi alla lunga e infruttuosa odissea.

L'edificio è ospitato all'interno di quella che oggi è la sede della banca popolare di Vicenza. All'esterno, però, manca il gonfalone che informava della presenza della collezione di opere d'arte all'interno dell'edificio. E' stato tolto il 2 agosto.

Una volta entrati, ci troviamo di fronte alla scultura del pratese Lorenzo Bartolini «Il timore materno». Che ci dà conto - quasi un anticipo - di quello che è custodito nei locali del piano superiore: una pregiatissima selezione di opere rinascimentali. I nomi di riferimento sono Filippo Lippi , Caravaggio, Giovanni Bellini e tutta la scuola fiorentina e pratese del '400 e '500.

A chiedere all'impiegato seduto alla reception se è possibile visitare la Galleria si ottiene una risposta secca: «Non è possibile». I motivi? Sconosciuti. Si fa riferimento a scelte dell'azienda. Per nulla rassegnati di fronte di fronte alla raffica dei no ricevuti, ci spingiamo a domandare quando riaprirà la Galleria: «Non si sa. Riprovi a settembre».

Chiediamo se è possibile parlare con qualcuno e, dopo tanta insistenza, strappiamo il numero di telefono del centralino. Risponde un'operatrice che prova a metterci in contatto con la responsabile della Galleria. Crediamo di aver trovato un’interlocutore che ci dica se è possibile visitare la Galleria o, almeno, ci aiuti a capire perché è chiusa. Inutile: dall'altro capo della cornetta, la dirigente non risponde. E così tutti i tentativi successivi. Ogni richiesta finisce inevitabilmente per andare a sbattere contro un muro di gomma.

Giulia Stefanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera