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Prato

Vecchio ospedale, l’allarme di Majno

Vecchio ospedale, l’allarme di Majno

La presentazione della nuova direttrice sanitaria: lavoro in squadra e rilancio della sanità sul territorio

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PRATO. Messaggi rassicuranti verso l’esterno, segnali incoraggianti verso l’interno: la presentazione di Simona Carli, nuova direttrice sanitaria dell’Asl 4, è servita per cercare di rasserenare gli animi dopo alcuni interventi definiti «simpaticamente polemici» con diplomazia meneghina dal direttore generale Edoardo Majno.

Continuità, valorizzazione delle risorse interne, lavoro di squadra: queste le parole d’ordine ribadite più volte da Majno e Carli.

Ma non è mancato un grido di allarme. Per il futuro dell’edificio del Misericordia e Dolce. «Il 5 ottobre - ha spiegato il dg - avremo circa 40.000 metri quadri di edificio ospedaliero dismessi da controllare e questo rappresenta per noi una grossa preoccupazione». Majno è esplicito: «Si tratta di un edificio con molte possibilità di accesso e difficilmente controllabile. Ovviamente, ci stiamo organizzando con le forze dell'ordine per garantire una sorveglianza adeguata, ma ciò non toglie che sarà una situazione rischiosa. Non credo che potremmo risolverla solo murando gli accessi. Un edificio tamponato e quanto di più depressivo si possa immaginare».

Quindi, il dg dell’Asl, in genere molto diplomatico, parla chiaro alla politica e alla città, mettendo le mani avanti: «Fino al 5 ottobre c’è spazio per la discussione sul futuro dell’edificio. Dal 5 ottobre in poi c’è solo spazio per le decisioni». Con una postilla. Il corpo centrale dell’ospedale è in cemento armato e dopo 30 anni anche il miglior cemento armato comincia a creare problemi.

Nel giorno della sua presentazione, Simona Carli parla di lavoro di squadra, di continuità da assicurare, di sviluppo della sanità sul territorio. Entro la fine dell’anno, verrà infatti presentato un piano di rilancio dei servizi sul territorio, «anche perché - chiosa

Majno - non basta semplicemente trovare delle sedi migliori».

Simona Carli svolgerà il suo ruolo di direttrice sanitaria a tempo pieno e non manterrà anche il ruolo di direttore del Centro regionale sangue.

«L'impegno come direttore sanitario di questa Asl - afferma - è esclusivo e a tempo pieno». Simona Carli ribadisce quanto già affermato nei giorni scorsi al Tirreno. «Sono abituata a lavorare in maniera esclusiva, dalle 8 di mattina fino alla sera - ha spiegato - e così farò per l'Asl 4».

Simona Carli, però, non abbandonerà del tutto il Centro sangue. « Fornirò - ha aggiunto - un supporto volontario e gratuito al Centro regionale. Anche perché c'è da garantire la positiva conclusione del percorso che entro il 2014 porterà all'accreditamento del sistema di trattamento del sangue in Toscana. Si tratta di un obiettivo di vitale importanza che non è facile mettere in un sol colpo nelle mani di un'altra persona».

Dunque, il venerdì pomeriggio, ha fatto capire a titolo di esempio la neo direttrice sanitaria, Simona Carli probabilmente non se ne tornerà a casa, ma dedicherà qualche ora al Centro sangue. (c.b.)

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