Il presidio
La quotidiana odissea del consumatore
Assicurazioni, bollette, abbonamenti telefonici: un calvario da cui si può uscire
PRATO. È una persona di mezza età, caduta nelle pieghe insidiose della burocrazia a causa di sbadataggine o astrusità delle procedure, ma non disposta a farsi mettere in piedi sulla testa. È questo l’identikit dell'utente che si rivolge alle associazioni dei consumatori per contestare richiami o solleciti di pagamento.
L'ultimo caso di burocrazia-limite è quello di Marco Renzi, definito "moroso" da Estra Energia per non aver corrisposto una cifra di 0,09 euro.
Ma non è l'unico: Umberto Gambarelli, a luglio, è rimasto senza luce. Solo dopo una lunga trafila burocratica ha potuto ottenere l'attivazione del contatore. Ma c’è voluto un mese e mezzo.
A complicare la vita degli utenti sono le bollette telefoniche, le multe, le assicurazioni o i solleciti di compagnie telefoniche che non si rassegnano al cambio di contratto da parte dell'utente. Quali sono i passi da fare, dunque, se si rimane impigliati nelle trame della burocrazia?
A offrire consulenza ci pensano le associazioni dei consumatori. «In primo luogo - spiega Massimo Pieri dell'Adusbef - aiutiamo l'utente a decifrare la richiesta pervenuta e gli scriviamo il reclamo per la contestazione formale». Non pensate che tutto si risolva in tempi brevi: «per avere una prima risposta passano circa due o tre mesi - precisa Pieri - Tempi che raddoppiano, o triplicano, per giungere a una conclusione». Pieri riceve decine di telefonate al mese. «In genere sono donne che si occupano di economia domestica. I casi più eclatanti? Episodi di molestie da parte di società che chiedono, per conto terzi, la riscossione del credito (attraverso bollette o fatture). Ma anche ingiunzioni di pagamento da parte delle compagnie telefoniche». Per Adiconsum è la sbadataggine degli utenti, spesso anziani, a creare confusione: «Esaminiamo centinaia di casi all'anno che vanno a buon fine». Secondo Cittadinanza attiva, un margine per risolvere bonariamente le vertenze c’è. «Se sono istanze indebite, l'errore viene riconosciuto e l'utente può avere giustizia». Con molta pazienza, è sottinteso.
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